«Sorgente in abbandono» La denuncia degli usi civici
Tornimparte, il presidente dell’amministrazione beni separati di Rocca S. Stefano si appella alla Gran Sasso acqua spa e scrive al prefetto: «Pericoli per la salute»
TORNIMPARTE. «Una sorgente in abbandono, c’è pericolo per la salute dei cittadini». La denuncia arriva dal presidente dell’amministrazione separata dei beni di uso civico di Rocca Santo Stefano di Tornimparte, Ivano Pasqualone, che ha scritto al presidente e al direttore della Gran Sasso acqua e al prefetto.
Pasqualone, dopo una segnalazione di cittadini che rappresentavano «il possibile pericolo per la popolazione di bere e utilizzare le acque provenienti dalla sorgente Acqua Fredda, situata sulla proprietà dell’amministrazione separata», ha effettuato un sopralluogo con un geometra. «Le acque», continua Pasqualone, «captate negli anni Sessanta dagli enti gestori di quel tempo, da anni sono di competenza della Gran Sasso acqua che ha provveduto a inglobarle nella rete di distribuzione che serve Rocca Santo Stefano e altre abitazioni».
Al termine del sopralluogo, l’amministrazione separata ha stilato un elenco di anomalie. «L’area dove insiste l’opera di presa», si legge nel verbale, «è in abbandono, il fontanile è distrutto e i pozzetti rete sono aperti. L’area interna alla recinzione (circa 25 metri per 15) è ridotta a una foresta impenetrabile, ai bordi della quale si accampano decine di cavalli e bovini, con presenza di deiezioni. La recinzione è rotta e l’area accessibile a chiunque. Nella sentina di raccolta si vedono macchie scure. Le pareti di cemento sono di colore verdastro. Queste sono le acque che centinaia di persone usano tutti i giorni non sapendo quali rischi corrono per la salute. Chiedo un intervento urgente per iniziative idonee».(e.n.)
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