«Sorgenti del Vera da tutelare»
Il messaggio del convegno col nuovo comitato di gestione della riserva
L’AQUILA. Organizzato dal neonato comitato di gestione della Riserva regionale “Sorgenti del Vera” si è svolto ieri, all’Auditorium del Parco del Castello, un workshop sulla riserva. Hanno partecipato il sindaco Pierluigi Biondi, l’assessore Emanuele Imprudente, il presidente del comitato di gestione Paola Giuliani, mentre, a parlare di peculiarità e potenzialità della sorgente di acqua che sgorga dalle falde del Gran Sasso e attraversa la piana da Tempera a Paganica, c’erano gli studiosi Giovanni Damiani, Antonio Di Sabatino, Annarita Frattaroli, Dina Del Tosto, Giovanna Di Matteo. La chiusura è stata affidata a Giovanni Cialone. «Si tratta di una realtà complessa di soli 30 ettari. Bisogna salvaguardare le peculiarità del territorio che presenta ben tre presìdi slow food, il fagiolo di Paganica, la patata turchesa e il grano di Solina». A mettere a rischio la qualità dell’acqua ci sono però problemi con il depuratore a valle di Tempera, e con il territorio che ha subìto un forte incremento dopo il sisma.
«Da anni ci sono problemi di depurazione», dice l’assessore Imprudente, «e con le numerose casette nate dopo il sisma». Le acque che scorrono verso l’abitato di Tempera, attraverso un percorso incontaminato, dopo il sisma avevano cambiato direzione. «Una delle risorgenze», racconta Giusi Scimia, presidente della Pro loco di Tempera, «quella sotto l’antica casetta, dopo il sisma si era asciugata. Ma, passato qualche anno, l’acqua è ricomparsa». Il Vera continua quindi a mantenere la sua portata quasi costante di 800 litri al secondo. Ogni anno, a Natale, a Tempera, viene realizzato un presepe subacqueo, e quest’anno, con la ristrutturazione dell’antica rameria mossa dalla forza dell’acqua, la Pro loco promette ulteriori iniziative.
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