Sorpresi con il telefono in cella: condannati anche per le lesioni agli agenti penitenziari
Un anno e dieci mesi di reclusione per Michele Siena e un anno e otto mesi di reclusione per Aldo Pastore. È l’esito del processo celebrato con rito abbreviato per due detenuti del carcere di massima...
Un anno e dieci mesi di reclusione per Michele Siena e un anno e otto mesi di reclusione per Aldo Pastore. È l’esito del processo celebrato con rito abbreviato per due detenuti del carcere di massima sicurezza di Sulmona, sorpresi il 25 ottobre 2022, con tre telefoni dietro le sbarre. La condanna inflitta dal gup Alessandra De Marco su richiesta del sostituto procuratore della repubblica, Stefano Iafolla. Tre i reati contestati ai due reclusi: accesso indebito di dispositivi, lesioni personali gravi, violenza e minaccia a pubblico ufficiale. Nello specifico i due, dopo essere stati sorpresi con i telefoni in cella, avevano aggredito cinque agenti penitenziari, mandandoli in ospedale. Uno di loro, che si trova tuttora in malattia per le conseguenze dell’aggressione, li aveva denunciati, portandoli davanti al giudice. Dalla vicenda era scaturita un’inchiesta più ampia che aveva permesso agli agenti del carcere peligno di rinvenire e sequestrare venti telefoni in carcere. Le indagini avevano poi portato all’arresto anche di un agente in divisa, sorpreso mentre introduceva tre microcellulari destinati ai detenuti. (a.d.a)

