Sorpreso a caccia nel parco, denunciato

CASTEL DI SANGRO. A caccia nel parco. Un bracconiere è stato individuato e denunciato ieri dai carabinieri del reparto biodiversità di Castel di Sangro mentre si aggirava, armato di fucile, nella...
CASTEL DI SANGRO. A caccia nel parco. Un bracconiere è stato individuato e denunciato ieri dai carabinieri del reparto biodiversità di Castel di Sangro mentre si aggirava, armato di fucile, nella foresta demaniale regionale “Chiarano-Sparvera”. È stato denunciato per aver esercitato attività venatoria in area vietata e protetta a livello europeo, nonché per aver contribuito a deteriorare habitat di interesse dell’Unione europea ed aver messo in pericolo lo stato dell’ecosistema, della biodiversità, della flora e della fauna di un’area della Rete Natura 2000 della stessa Ue. Il bracconiere rischia dunque fino a sei anni di reclusione e una multa che potrebbe arrivare a 100mila euro. L’area in cui è stato sorpreso dai militari dell’Arma ha classificazione di sito di interesse comunitario, zona di protezione esterna del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e di presenza dell’orso bruno marsicano. «L’attività venatoria illegale è stata posta in essere in un’area protetta a livello europeo e danneggiando lo stato di habitat la cui conservazione è definita prioritaria dalla direttiva Habitat», fanno sapere i carabinieri del reparto biodiversità di Castel di Sangro, «ove sono presenti specie strettamente tutelate a livello europeo e nazionale». Tra queste figura anche il lupo.
«In particolare la zona si trova nell’areale di presenza dell’orso bruno marsicano», ricordano i militari, «specie fortemente minacciata e protetta anche a livello europeo dalla direttiva Habitat, che conta un totale di appena poche decine di individui: in questo contesto, le popolazioni del massiccio del Monte Greco sono tra quelle più importanti dell’intero areale di diffusione della specie, in quanto ne costituiscono una delle principali direttrici di espansione verso la Majella e il Molise». Una delle principali minacce alla conservazione della specie è considerata proprio la caccia. «Infatti, in base al recente Giudizio del comitato regionale per la valutazione di impatto ambientale del calendario venatorio 2020-2021 della Regione», concludono i carabinieri, «le attività venatorie nelle aree della Rete Natura 2000 ove è presente l’orso possono essere consentite soltanto con modalità particolari».
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