SORRISO MIRACOLOSO

di GIUSTINO PARISSE Comunque andrà gli alpini hanno già fatto un piccolo miracolo. In un centro storico ancora tutto da ricostruire e nel quale i segni della tragedia del sei aprile sono ben visibili,...
di GIUSTINO PARISSE
Comunque andrà gli alpini hanno già fatto un piccolo miracolo. In un centro storico ancora tutto da ricostruire e nel quale i segni della tragedia del sei aprile sono ben visibili, le penne nere hanno riportato il sorriso, quel sorriso che sembrava essersi spento per sempre sotto le macerie. Saranno tre giorni in cui la città, per una volta, non sarà al centro dell'attenzione nazionale per tragedie o scandali, ma per una grande festa collettiva che è il segno più bello della voglia di rinascere nel rispetto profondo di chi, come dicono gli alpini, è andato avanti. Vedremo abbracci e saluti, sentiremo racconti, ci si scambieranno esperienze, molti vedranno L'Aquila vera fatta di gente che ha pianto molto, che vive con una lancia infilata nel cuore ma che non ha perso la voglia di combattere e immaginare il futuro. Ieri un alpino aquilano, Fernando Vaccarelli, ha lanciato un appello alle penne nere del capoluogo “dormienti”, coloro cioè che pur avendo indossato da giovani il cappello alpino lo hanno poi dimenticato in un armadio polveroso. E’ una sorta di richiamo alla lotta, questa volta non sul campo di battaglia ma sul terreno dell’impegno civile. Insomma domenica nessuno si tiri indietro, quando la sezione Abruzzi passerà davanti alla tribuna la terrà tremerà, ma non sarà per il terremoto bensì per i colpi provocati dall’orgoglio di gente che marcia e guarda avanti.

