Sorveglianza beffata, tre migranti in fuga

30 Luglio 2020

I tunisini rintracciati in centro a Sulmona e portati in ospedale per il tampone. Spariti nel pomeriggio del sit-in della Lega

PETTORANO SUL GIZIO. Hanno atteso che l’attenzione delle forze dell’ordine fosse concentrata tutta sul piazzale dove era in programma il sit-in di protesta organizzato dalla Lega, per uscire da una porta secondaria e allontanarsi dalla struttura. Tre tunisini componenti del gruppo di 12 (otto dei quali positivi al Covid), sottoposti a quarantena obbligatoria sono scappati dalla parte posteriore della struttura, a Ponte d’Arce, da cui si accede a una stradina di campagna che conduce verso le Cavate e poi a Sulmona. I tre migranti evidentemente intenzionati a raggiungere un’altra città, sono stati fermati dalla polizia verso le 17.30, alla villa comunale, a poche decine di metri da corso Ovidio, e subito portati nel pre-triage dell’ospedale di Sulmona per essere sottoposti a tampone. Dalle prime notizie sembrerebbe che i tre siano tra quelli negativi al Covid, ma l’identificazione è ancora in atto e non sono escluse possibili sorprese. In attesa di conoscere i risultati del test, i tre giovani migranti sono tenuti costantemente sotto vigilanza, perché per loro potrebbe scattare un provvedimento restrittivo. E sul fronte dei test, la buona notizia è che sono risultati negativi al Covid due dei cinque operatori del centro sottoposti a tampone. L’esito degli altri 3 test è atteso per oggi.
Intanto è durato pochi minuti il presidio di protesta organizzato dalla Lega che ha visto la presenza di appena una ventina di manifestanti per lo più residenti della zona. Nel corso della manifestazione Errica Federico, portavoce dei residenti di Ponte d’Arce, la frazione di Pettorano dove insiste la struttura, ha chiesto al sindaco l’immediata sospensione dell’accoglienza dei migranti almeno fino a quando non sarà risolta l’emergenza sanitaria. «Nessuno di noi è contrario all’accoglienza dei migranti ma è bene che il governo invii qui a Pettorano persone che abbiano fatto il tampone e siano risultate negative al Covid 19 considerando che l’emergenza sanitaria è ancora in corso», ha affermato la portavoce dei residenti «e poi non ci piace che questa vicenda diventi oggetto di strumentalizzazione politica, altri lo fanno dirottando la questione su altri campi. Ma il vero problema è quello della salvaguardia della salute di tutti».
Pochi i rappresentanti della Lega che si sono presentati all’appuntamento, forse per non alimentare polemiche che il sindaco di Pettorano ha acceso nella mattinata di ieri con una lettera inviata ai massimi rappresentanti delle istituzioni regionali. «Mi preme sottolineare con profondo risentimento istituzionale l’assoluta mancanza da parte vostra di un qualsiasi gesto di solidarietà e vicinanza alla comunità pettoranese e a questa amministrazione comunale», ha scritto il sindaco Pasquale Franciosa nella sua lettera al governatore Marsilio e a Lorenzo Sospiri. «Pettorano è vittima di questa situazione. L’amministrazione comunale non ha alcuna competenza nella gestione del flusso dei richiedenti asilo nelle strutture presenti sul territorio gestite da privati attraverso bandi della prefettura».
Immediata la replica di Marsilio: «La Regione attraverso l’Asl ha riservato alla comunità di Pettorano tutta la sensibilità e solidarietà che merita. Infatti il ministero dell'Interno aveva sottoposto a tampone sierologico i migranti ritenendo questa pratica sufficiente a garantire la salute pubblica unitamente alla quarantena. Regione e Asl hanno avuto lo scrupolo di intervenire con tamponi trovando 8 positivi da cui l'incremento della sorveglianza sanitaria. La Regione, inoltre, riguardo ai flussi migratori, on ha competenze che appartengono solo al governo nazionale».
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