Sospesa da scuola senza stipendio l’insegnante sulmonese no-vax

9 Ottobre 2021

Il decreto avrà validità «fino all’esito positivo della verifica del Qr Code della certificazione verde» Silvani era stata assegnata all’istituto di Collarmele: «Il tampone ogni 48 ore è una tassa»

SULMONA. Niente stipendio e sospensione dal lavoro, scattata lo scorso 4 ottobre, per la maestra contraria al Green pass. La sulmonese Alba Silvani doveva prendere servizio nella scuola per l’infanzia di Collarmele ma, non essendo vaccinata e non volendo effettuare ogni 48 ore il tampone, ha iniziato una protesta con tanto di sciopero della fame.
A distanza di giorni la scuola, come previsto dalla normativa vigente, l’ha sospesa dall’insegnamento e le ha tolto lo stipendio.
Il decreto della scuola avrà validità «fino all’esito positivo della verifica del Qr Code abbinato alla certificazione verde Covid19».
«Non ritengo sbagliato il Green pass in quanto tale», ha commentato la Silvani, 62enne sulmonese, «ma penso che sia ingiusto che per poter lavorare si debba pagare una vera e propria tassa. Perché di questo si tratta: il governo ha concepito l’obbligo del Green pass a pagamento, ovvero il tampone, come una vera e propria punizione per chi non intende vaccinarsi».
La Silvani ha scritto al presidente della Regione, Marco Marsilio, per chiedere che «la Regione Abruzzo destini degli appositi fondi per il pagamento del Green pass, tanto più che per alcune categorie come quella degli insegnanti la percentuale dei vaccinati è ormai vicina al 100%. È stato lo stesso Marsilio a dichiarare che non si può rendere la vita impossibile a chi non vuole fare il vaccino, e del resto la scelta del Green pass gratuito è già stata adottata da alcune Regioni».
L’insegnante della scuola per l’infanzia, che aveva interrotto per qualche giorno la protesta in attesa di maggiori delucidazioni sull’utilizzo del test salivare, sa bene che «qualcuno considera la mia una battaglia di principio e pensa che probabilmente non porterà a dei risultati, ma quando si è di fronte a una palese ingiustizia i principi contano e la lotta, condotta in modo civile e nonviolento, merita di essere portata fino in fondo».
Silvani aveva ottenuto la cattedra con l’immissione in ruolo a Collarmele dopo molti anni di precariato. (e.b.)
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