Sospesa l’infermiera arrestata

La misura disciplinare adottata dal manager Testa dopo le accuse per i furti in ospedale
L’AQUILA . Il provvedimento dell’Asl arriva ed è immediato. Antonella Plataroti, 40 anni, infermiera del San Salvatore arrestata con l’accusa di aver derubato alcuni anziani pazienti, è stata sospesa. La decisione è contenuta nella delibera firmata dal direttore generale Roberto Testa a seguito della misura cautelare disposta dal gip Baldovino De Sensi nei confronti della dipendente dell’azienda sanitaria. L’infermiera, finita ai domiciliari, è accusata di aver rubato anelli, fedi nuziali, catenine e altri oggetti preziosi a degenti nel reparto di Geriatria dell’ospedale, in cui è stata in servizio fino all’estate dell’anno scorso. Il provvedimento del manager chiarisce che la sospensione è un «atto dovuto» e resterà in vigore per tutta la durata della misura cautelare a cui è stata sottoposta Plataroti.
L’azione disciplinare è stata supportata, sempre secondo quanto riportato dalla delibera pubblicata all’albo pretorio dell’Asl, da un’istruttoria nella quale è stato valutato il caso in relazione alla normativa di riferimento. I furti contestati all’infermiera, secondo le indagini, sono sei. Uno è ritenuto particolarmente grave dagli investigatori, in quanto l’anziana derubata non avrebbe retto al dispiacere per il furto subìto ed è deceduta. Nei confronti dell’infermiera, dunque, è scattata anche l’accusa di morte come conseguenza di altro delitto. Lei però, al momento della notifica dell’ordinanza del gip, pur ammettendo la responsabilità degli altri furti, ha respinto con forza la contestazione relativa alla paziente morta. Sono stati i parenti delle vittime a presentare le prime denunce, sulle sottrazioni degli oggetti preziosi ai loro cari, al posto fisso di polizia dell’ospedale.
I primi esposti erano contro anonimi, ma successivi riscontri da parte degli investigatori hanno concentrato i sospetti sull’infermiera. Quest’ultima, nel frattempo, era stata trasferita in un reparto Covid, misura preventiva che però non le ha risparmiato l’arresto. Subito dopo l’applicazione della misura disposta dal gip è emerso anche un presunto caso non denunciato. A raccontarlo è stato Ambrogio De Simone, residente a Milano, che nell’agosto scorso aveva il padre, originario di Casamaina, frazione di Lucoli, ricoverato al San Salvatore. All’anziano, che aveva 91 anni, è stata sottratta la fede nuziale. I parenti hanno segnalato il furto al personale del reparto, ma non l’hanno denunciato perché pochi giorni dopo il loro congiunto è morto, per cui non erano nello stato d’animo di portare avanti la questione. Appena saputo dell’arresto, De Simone ha contattato la questura e nei prossimi giorni gli investigatori valuteranno se il caso può essere messo in relazione alle accuse mosse all’infermiera. Lei, assistita dall’avvocato Francesco Valentini, si è giustificata sostenendo di aver agito perché in stato di necessità. (g.d.m.)
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