Sospetta terrorista islamica alle Costarelle
Lara Bombonati sotto processo ad Alessandria. Il Dap vuole trasferirla da Torino all’Aquila
L’AQUILA. «Né io né mio marito abbiamo mai aderito a gruppi di combattenti islamici». Ha respinto l’accusa di essere una foreign fighter di milizie jihadiste l’italiana Lara Bombonati, 27 anni, processata ad Alessandria dalla Corte di Assise per reati di terrorismo.
Bombonati, tra l’altro, potrebbe essere trasferita nel carcere aquilano delle Costarelle.
La donna, originaria del Tortonese, giorni fa ha reso dichiarazioni spontanee. «Non appartenevo a nessuna setta», ha spiegato Bombonati. «Io e Francesco cercavamo solo un luogo per professare la nostra fede senza essere derisi. Pensavamo di trovarlo in Turchia, poi in Siria, ma non fu così. Ci emarginavano ovunque andassimo». Bombonati fu arrestata a Tortona nel giugno del 2017. Del marito non si sapeva nulla. La donna ha raccontato che in Siria «quattro uomini armati entrarono nella camera da letto dove stavamo pregando e da allora non l’ho più visto».
«Quando tornai in Italia», ha precisato, «contattai il capo dei rapitori e seppi che Francesco era morto».
La donna ha anche detto di essere stata a sua volta fatta prigioniera durante il periodo di permanenza in Medio Oriente e minacciata di morte «se non avessi cambiato metodo religioso».
Fu anche violentata «ma non lo dissi a nessuno se non alla psicologa del carcere dove fui rinchiusa dopo il mio arresto in Italia». La Corte ha accolto la richiesta di una perizia psichiatrica presentata dal difensore, l’avvocato Lorenzo Repetti.
«L’amministrazione penitenziaria», ha poi dichiarato il legale, «ha chiesto il trasferimento della mia assistita da Torino all’Aquila, carcere ritenuto più adatto sia per il tipo di reato contestato sia per la socialità con le altre detenute. Mi sono opposto per la distanza e le conseguenti difficoltà che sorgerebbero per i colloqui».
La tesi della difesa poggia sul fatto che la giovane sarebbe stata in qualche modo plagiata dal marito, Francesco Cascio, convertito all’Islam e morto in un campo di addestramento in Siria. Poi sarebbe stata obbligata a tenere certi comportamenti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

