Sostegni a ricostruzione e lavoro: ecco il dossier di Biondi a Draghi

Il sindaco consegna un documento al premier: «Così si velocizza il progetto di rinascita della nostra città Misure per ristorare le aziende private e soluzioni per salvaguardare i 500 posti del call center Inps»
L’AQUILA. Due richieste per la città dell’Aquila. Il sindaco Pierluigi Biondi ha consegnato un dossier al premier Mario Draghi in occasione della visita ai Laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso, lo scorso 15 febbraio. Il pressing del Comune sul governo riguarda gli indennizzi per le imprese impegnate nella ricostruzione post sisma 2009, con una proposta di emendamento al decreto Sostegni per ristorare le aziende che lavorano alla riparazione degli edifici privati colpiti dal terremoto, e la vertenza dei lavoratori del call center Inps, che in città coinvolge 500 dipendenti. Dalla ricostruzione al lavoro, l’appello al governo è «a seguire con attenzione la rinascita dell’Aquila».
IL DOSSIER
Biondi lo ha consegnato nelle mani del presidente del Consiglio dei ministri a margine del saluto ufficiale di Draghi alla comunità scientifica per omaggiare la componente femminile della ricerca in campo fisico, in occasione della Giornata mondiale delle donne e delle ragazze nella scienza, che si celebra annualmente l’11 febbraio. L’obiettivo di Biondi è richiamare l’attenzione del governo su una serie di emergenze, che riguardano il territorio, colpito 13 anni fa dal sisma e, successivamente, dalla pandemia che ne ha nuovamente incrinato il tessuto economico e sociale. E proprio la copertura dei maggiori oneri legati all’emergenza sanitaria da Covid19 con indennizzi per le imprese edili, oltre al call center Inps, sono i temi al centro della documentazione fornita dal primo cittadino a Draghi.
RICOSTRUZIONE E LAVORO
«Nel dossier», spiega il sindaco Biondi, «è contenuta una proposta di emendamento al decreto Sostegni, in discussione al parlamento, per ristorare le aziende che sul territorio stanno portando avanti la riparazione degli immobili privati colpiti dal terremoto del 2009. La diffusione del Covid e le necessarie azioni di contenimento che sono state messe in atto, insieme all’aumento dei prezzi delle materie prime in edilizia e dell’energia, stanno appesantendo appaltatori, subappaltatori e imprese dell’indotto. L’intervento in favore dell’adeguamento dei contributi per la ricostruzione consentirebbe di velocizzare il processo di rinascita dell’Aquila e del circondario, ormai giunto quasi al termine». Il secondo argomento è il lavoro e la spinosa vertenza dei call-center che mette a rischio, in città, 500 posti. «Quello dell’internalizzazione degli operatori del contact center Inps servizi è un problema che, complessivamente, in Italia, riguarda oltre 3.000 persone, di cui più di 500 impegnate nel sito dell’Aquila, tutte con contratto a tempo determinato», ha sottolineato Biondi, «ho manifestato al presidente del Consiglio la necessità che, nel passaggio dall’attuale gestore della commessa nella società in house Inps servizi, vengano mantenuti gli attuali livelli occupazionali, senza ripercussioni negative».
LA VISITA
Il dossier di Biondi ha fatto il paio con le richieste avanzate dal Commissario alla ricostruzione sisma 2016, Giovanni Legnini, in un breve e fitto colloquio con Draghi. Legnini ha chiesto al premier un incontro per mettere a punto ulteriori provvedimenti per potenziare il processo di ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del Centro Italia. Quella di Draghi, accompagnato dal premio Nobel per la fisica, Giorgio Parisi, è stata una visita che ha riacceso i riflettori sulla città e sui Laboratori del Gran Sasso, definiti dal presidente «un’eccellenza nazionale».
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