Sotto processo per hackeraggio

Maestro di sci accusato da una giornalista. La replica: sono falsità
ROCCARASO. Sarebbe entrato nel profilo di una giornalista in cui venivano rilasciati commenti e impressioni sulle notizie di cronaca del territorio. L’altro giorno è stato rinviato a giudizio per accesso abusivo a un sistema informatico e telematico, reato per il quale la legge prevede una pena fino a tre anni di reclusione.
Si tratta di Stefano Di Donato, 37 anni, maestro di sci residente a Roccaraso. Il giovane è accusato di essere entrato in possesso delle chiavi di accesso di una sorta di blog gestito da una giornalista dell’Alto Sangro che si era ritrovata sul suo sito commenti e considerazioni che non erano suoi.
I fatti risalgono al 2013 quando dalla polizia postale arrivò una segnalazione al webmaster che gestiva un sito locale on line, che il sito era sotto osservazione per alcuni commenti ritenuti offensivi nei confronti di alcuni articoli e dei giornalisti che li avevano redatti.
Fin dall’inizio la giornalista presa di mira disse che quei commenti non erano stati scritti da lei e che molto probabilmente, qualcuno era riuscito a entrare in possesso della password di accesso della rubrica. Un mistero vero e proprio che fu oggetto di indagine da parte della Procura dell’Aquila che affidò alla polizia postale il compito di scoprire l’hacker che era riuscito con grande abilità a violare il blog della giornalista. In un primo momento si pensava che il compito sarebbe stato molto complicato. Poi alcune circostanze e testimonianze avrebbero consentito agli ispettori della polizia postale di risalire al presunto autore che la procura ha provveduto a rinviare a giudizio.
Accuse che il legale di Stefano Di Donato rimanda al mittente. «Respingiamo ogni addebito», afferma l’avvocato Gianluca Museo, «e in sede dibattimentale siamo sicuri che riusciremo a dimostrare la nostra totale estraneità ai fatti contestati».(c.l.)
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