«Sottoservizi, 114 ritrovamenti archeologici»

La soprintendente Vittorini: abbiamo sempre fatto tutto in pochi giorni e il blocco dipende dalle ditte
L’AQUILA. Sono 114, i rinvenimenti archeologici a oggi documentati nell’immenso cantiere dei sottoservizi. A rivelarlo, in un lungo post su Facebook, la soprintendente per L’Aquila e il cratere, Alessandra Vittorini, che ci tiene a precisare: «Non abbiamo mai disposto blocchi dei lavori del tunnel intelligente, lo hanno fatto piuttosto ditte e stazioni appaltanti». Non sarebbe dunque la mole di reperti emersa dal sottosuolo della città, la causa dei ritardi dei lavori, nel mirino di commercianti e residenti. Solo qualche giorno fa, infatti, il direttore regionale della Confcommercio, Celso Cioni, aveva inviato una lettera alla stessa Vittorini per chiedere un incontro urgente, atto a trovare una soluzione all'impasse del cantiere del tunnel intelligente che «sta mettendo in ginocchio il commercio». Anche Carlo Benedetti, ex presidente del consiglio comunale, si è scagliato contro quella che ha definito «un’opera assurda, da 80 milioni». Non è mancata la proposta shock dell'assessore comunale alla Mobilità, Carla Mannetti, di non proseguire nella realizzazione dell'infrastruttura. Pronta la risposta del presidente della Gran Sasso Acqua, stazione appaltante, Fabrizio Ajraldi, contrario a qualsiasi ripensamento.
Nella polemica si sono poi inseriti l'ex direttore tecnico della Gsa, Aurelio Melaragni, e il sindaco Pierluigi Biondi, ma anche i consiglieri comunali di opposizione Stefano Palumbo e Paolo Romano, che hanno accusato l'amministrazione di «immobilismo». Uno scaricabarile, insomma, su cui vuole fare chiarezza la soprintendente, che spiega nel post: «Sia il Codice dei beni culturali che il Codice degli Appalti prevedono espressamente obblighi e procedure volte alla tutela delle “cose rinvenute nel sottosuolo”, che appartengono allo Stato e che rivestono interesse culturale, fino ad eventuale verifica negativa. Per questo la Gsa si avvale di archeologi professionisti che operano nei cantieri, vigilando sui lavori e documentando le strutture emerse dal sottosuolo, al fine di consentire alla Soprintendenza le opportune valutazioni sulle modalità di conservazione e/o rimozione».
Nessun blocco però da parte della Soprintendenza, ma piuttosto da parte di «ditte o stazioni appaltanti che più volte hanno sospeso le attività per effettuare tutti gli accertamenti di legge ai fini dell'acquisizione dei pareri o della definizione degli adeguamenti progettuali, ove necessario». E i pareri sarebbero stati rilasciati sempre in tempi rapidi: «Circa 114 i rinvenimenti documentati finora, sui quali la Soprintendenza si è espressa sempre nell'arco di pochi giorni». Tutto nell’ottica di una massima collaborazione, conclude infine la Vittorini: «Una città che si ricostruisce e si rinnova guardando al futuro deve operare avvalendosi delle più moderne tecnologie ma anche su una base accresciuta di conoscenza della sua storia».
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