Sottoservizi anche nelle frazioni Il Comune impegna 200mila euro

L’obiettivo è favorire lavori coordinati per il riallaccio delle utenze a conclusione dai cantieri post-sisma La somma servirà a realizzare le strutture che ospitano le reti dei maggiori servizi urbani dei paesi
L’AQUILA. Con una determina di fine anno 2021 il Comune ha impegnato 200.000 euro per i sottoservizi nelle frazioni dell’Aquila. Nell’atto comunale si legge che “considerato che in vista della prossima conclusione dei lavori post- sisma 2009 in numerosi aggregati delle frazioni del Comune dell’Aquila, è urgente predisporre le opere per il riallaccio delle utenze. A tal fine è necessario eseguire dei lavori coordinati con gli enti gestori, anticipando alcune spese per alcuni tratti dei sottoservizi. Per questo occorre impegnare la somma di 200.000 euro ai fini della realizzazione delle strutture ospitanti le reti dei maggiori servizi urbani nelle frazioni”.
il caso
Di sottoservizi nelle frazioni si è sempre parlato molto poco al contrario dello smart tunnel dell’Aquila capoluogo con tutti i problemi che di recente sono stati evidenziati per il completamento. Il primo “cenno” alle frazioni risale alla fine del 2019 quando, sull’albo pretorio, fu pubblicata una determinazione che aveva per oggetto “Impegno delle somme per attività di progettazione per la realizzazione delle strutture necessarie ai sottoservizi delle frazioni”. La cifra “impegnata” all’epoca era di 50.000 euro che doveva servire ad affidare incarichi a una serie di tecnici (sia interni che esterni all’ufficio speciale e al Comune ) in modo da cominciare a capire quello che c’era da fare. Tutto nacque da una riunione fatta in Comune alla fine di ottobre 2019, durante la quale si decise di mettere in piedi un “tavolo” con l’obiettivo di “coordinare sotto l’aspetto tecnico ed economico, il ripristino dei sottoservizi in tempi chiari e coordinati, attraverso una progettazione unica di tutto l’apparato e a partire dalle esigenze dei cittadini e delle società di erogazione dei servizi”. L’idea era procedere “a una realistica stima dei costi sulla base della quale richiedere il finanziamento alla Struttura tecnica di missione”. Si intendeva partire dalle cosiddette frazioni prioritarie e cioè Onna, Roio Poggio, Tempera, San Gregorio, Santa Rufina Arischia, Bagno, Bazzano, Camarda, Civita di Bagno, Colle di Roio, Paganica e Roio Piano. In realtà, da allora a oggi, poco o nulla di significativo si è visto, il che non significa che gli allacci ai sottoservizi non siano stati fatti.
la situazione
Si è proceduto a macchia di leopardo utilizzando quasi sempre le vecchie fognature (oppure risistemando i tratti più danneggiati) e scavando a seconda delle necessità per far passare gas, acqua, elettricità (ci sono anche tanti cavi appesi ai muri appena rifatti). In pratica quando un aggregato è stato ricostruito e c’è chi deve rientrare a casa, il modo di riattivare i servizi si trova. E quindi si rompono strade, poi le si ricopre di asfalto (non sempre) in attesa di scavare di nuovo. E nelle frazioni non c’è soltanto la questione sottoservizi.
i nodi irrisolti
Se all’Aquila la ricostruzione pubblica è in affanno, nei paesi non se ne parla nemmeno. Praticamente ci sono pochissime progettazioni per rifare piazze, spazi comunitari, aree verdi, per non parlare degli edifici pubblici e dell’arredo urbano e persino, sembra una “quisquilia”, per posizionare i nuovi numeri civici. La speranza è che si giunga presto a un cambio di passo anche se ci vorranno ben più di 200.000 euro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

