Sottoservizi in stallo La Gran Sasso acqua bacchetta il Comune

Presidente e direttore della società scrivono al sindaco segnalando una lunga serie di criticità irrisolte dall’Ente
L’AQUILA. È ancora braccio di ferro tra la Gran Sasso acqua (Gsa) e il Comune sul futuro dei sottoservizi. Nei giorni scorsi il presidente della società pubblica che gestisce il servizio idrico integrato, Alessandro Piccinini e il direttore tecnico della stessa, Mario Di Gregorio, hanno inviato una lettera ai vertici del Comune e in particolare al primo cittadino, Pierluigi Biondi, per sollecitare «una ferma presa di posizione» da parte dell’ente in merito al tunnel intelligente, lamentando di aver ottenuto solo «sterili rassicurazioni». Il nodo da sciogliere è se andare avanti o meno con la realizzazione della maxi opera pubblica di cui è stato quasi completato solo il primo stralcio da circa 38 milioni. Il lavoro da 80 milioni di euro è suddiviso, infatti, in due stralci: il primo, sull’asse centrale, e il secondo ripartito in cinque lotti funzionali che dovrebbe costare 42 milioni di euro, ma che di fatto non è mai stato avviato.
LA VICENDA
La Commissione comunale di garanzia presieduta da Giustino Masciocco, a dicembre scorso, ha licenziato una relazione con bozza di modifica della convenzione tra Comune e Gsa, che avrebbe permesso di andare avanti con i lavori nelle strade principali e in particolare nell’anello via XX Settembre, viale Croce Rossa (dove però ci sono grossi problemi di interferenze con reti preesistenti) e via Strinella. Si sarebbe dovuta anche istituire una conferenza dei servizi dedicata, in seno al Comune dell’Aquila, che potesse rilasciare le autorizzazioni necessarie ai lavori in 24/48 ore. Il documento elaborato dalla Commissione e in particolare da Americo Di Benedetto, ex presidente della Gsa, in collaborazione con l’attuale vertice dell’azienda e altri commissari, è stato inviato al presidente del consiglio comunale Roberto Tinari, chiedendo una seduta sul tema. Seduta che non è mai stata convocata.
LO STALLO
Per questo la realizzazione del tunnel, di proprietà del Comune, ma che l’azienda sta realizzando in qualità di soggetto attuatore e stazione appaltante, attualmente è bloccata. Le criticità, come spiegato nella lettera inviata al sindaco, sono dovute soprattutto ai «ritardi nei riallacci delle utenze di aggregati e fabbricati ultimati, dove è prevista la realizzazione di nuovi sottoservizi; ai rinvenimenti archeologici; agli aumenti dei costi conseguenti alla risoluzione delle interferenze e dei bypass con gli enti gestori; alla presenza di edifici pericolanti insistenti sui tratti oggetto di cantierizzazione; all’aumento di residenti e attività commerciali; all’acquisizione delle autorizzazioni e delle ordinanze di modifica della viabilità (sono documentate le difficoltà riscontrate dalla stazione appaltante nell’acquisizione delle autorizzazioni da parte del Comune, necessarie per l’avvio dei lavori e richieste dallo stesso Comune). E ancora, alla necessità di prevedere la progettazione e realizzazione di un ulteriore stralcio di lavori». Quest’ultimo servirebbe a collegare il tunnel alla rete fognaria a valle.
LE ACCUSE
Il problema maggiore secondo i vertici della Gran Sasso acqua è il fatto che, dopo diversi mesi, il Comune non abbia ancora assunto una decisione sui sottoservizi, «con inevitabili ripercussioni soprattutto a danno di questa società». Nel documento, si ribadisce infine che «la realizzazione o meno dell’intera opera non può prescindere dalla presenza di un interesse diretto del soggetto proprietario a risolvere le problematiche per ultimare i sottoservizi e garantire il miglioramento delle condizioni sociali ed economiche del territorio».
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