Sottoservizi, si sblocca la pratica: il Comune sceglie la commissione

20 Settembre 2023

I compiti dei 3 tecnici sono di accelerare le autorizzazioni e affrontare il nodo viabilità durante i lavori La nomina è arrivata dopo sette mesi di stop. In ballo anche possibili modifiche al progetto del tunnel

L’AQUILA. Dopo più di sette mesi torna a muoversi qualcosa, dal punto di vista amministrativo, per completare i lavori dei cosiddetti sottoservizi nel centro storico dell’Aquila (finora solo il primo stralcio è stato terminato).
All’inizio di febbraio sindaco e assessori avevano firmato una delibera per rimodulare le tempistiche e le modalità dei lavori che, nonostante siano stati appaltati da tempo, non riescono a partire.
Il nodo, in soldoni, è se continuare – come si è fatto per i lavori già completato – con i mega tunnel oppure “cambiare” e utilizzare tubi meno impattanti. Per far questo bisogna cambiare i progetti e stabilire tempi certi per concedere le varie autorizzazioni tenendo conto che molte zone della città sono tornate a essere abitate. La delibera di febbraio prevedeva la costituzione di una struttura di supporto composta da rappresentanti del Comune dell’Aquila e della Gran Sasso acqua (stazione appaltante dei sottoservizi). Il Comune con una recente determina ha nominato i suoi rappresentanti nella “struttura”. Si tratta del geometra Carlo Bolino, del geometra Berardino Tarquini e del perito industriale Livio Stefanucci.
LA DELIBERA DI FEBBRAIO
La delibera di Giunta di febbraio (passata anche in consiglio) modificava lo schema di convenzione – che risale a più di 2 anni fa – fra il Comune dell’Aquila e la Gran Sasso acqua per la “ricostruzione delle infrastrutture di sottoservizio nell’ambito urbano del centro storico dell’Aquila”. Si parlava in questo caso del secondo stralcio (composto di più appalti).
Le novità della “nuova” convenzione approvata a febbraio erano due. La prima: la Gran Sasso acqua può fare delle varianti progettuali al secondo stralcio (per esempio passare dal tunnel ai tubi meglio detti polifore) con l’impegno a darne notizia al Comune proprietario della infrastruttura.
La seconda: la creazione di una “struttura di supporto” composta da rappresentanti del Comune e della Gran Sasso acqua per appianare il più possibile i problemi che dovessero nascere in corso d’opera (dalle autorizzazioni alla viabilità).
LA VICENDA
Ma come si arriva a questa “nuova” convenzione? È noto che i lavori del primo stralcio (40 milioni circa) che hanno riguardato il “cuore” del centro storico sono stati completati con la realizzazione di “tunnel intelligenti” che non sono altro che mega tubi di cemento da due metri di altezza e 70 centimetri di larghezza posati sotto terra e dentro cui passano (o passeranno) i vari servizi (gas escluso).
Il secondo stralcio (diviso in 5 lotti) di fatto non è ancora partito e la Gran Sasso acqua ha fatto capire da tempo che andare avanti col mega tunnel presenterebbe delle difficoltà (in pratica continuare a sventrare le strade con tanti che stanno tornando nelle loro abitazioni ristrutturate non sarebbe attuabile).
Per cambiare i progetti però, era necessario modificare la convenzione fra Comune e Gsa del 2020 che fu fatta per “organizzare” meglio i lavori del secondo stralcio.
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