Sottoservizi, viaggio nel tunnel tecnologico

Grande interesse da tutta Italia per i lavori nel centro storico della città Di Benedetto (Gran Sasso Acqua): «I risparmi saranno enormi»
L’AQUILA. Il tunnel tecnologico in cui saranno inseriti tutti servizi per le utenze del centro storico dell’Aquila ha generato uno straordinario interesse tra gli addetti ai lavori in tutta Italia, che hanno fatto la fila per poter entrare e visionare il tunnel in fase di realizzazione. Soddisfatti gli organizzatori del convegno durato due giorni e che doveva servire a illustrare l’andamento dei lavori della più grande opera pubblica in fase di realizzazione nell’Aquila del dopo sisma. A spiegare è Liliana Pedercini, organizzatrice dell’evento. «Sono arrivati tecnici da ogni parte d’Italia», ha spiegato, «perché la procedura messa a punto per il tunnel tecnologico aquilano potrebbe essere esportata in moltissimi altri casi». Ottanta milioni di euro il costo complessivo, per rimettere a nuovo le vecchie reti, dividendo le acque piovane dalle acque di fognatura e raccogliendo tutti gli altri servizi come acqua, energia elettrica e telecomunicazioni. Per questioni di sicurezza, dal tunnel resterà fuori solo la rete del gas. Nella due giorni di convegno, il palazzetto dei Nobili non è riuscito a contenere tutte le persone interessate al progetto. A fare gli onori di casa Americo Di Benedetto, per la Gran Sasso Acqua, che ha ricordato che il tunnel intelligente rappresenta un grande risparmio rispetto alle soluzioni tradizionali. «Se andiamo a verificare i costi delle reti interrate e le confrontiamo con i costi di gestione futuri del tunnel intelligente, scopriamo che la soluzione aquilana permette risparmi enormi. Non solo l’acqua piovana non va più al depuratore, con un grande risparmio nei costi di gestione, ma per fare un nuovo allaccio con il tunnel intelligente non si dovrà più scavare. Ogni utenza ha una canalina predisposta e un nuovo allaccio potrà essere realizzato in pochi minuti». Nel corso del convegno Gianni Frattale, per il consorzio smart tunnel asse centrale, ha ricordato che «le reti erano già obsolete prima del terremoto, non c’è alternativa ai lavori». L’assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, ha ricordato alcuni passaggi che hanno portato allo smart tunnel: «Il primo progetto di 28 milioni prevedeva lavori un po’ qui e un po’ lì, io mi sono opposto». La tempistica è stata spiegata da Alessandra Marono, direttore dei lavori «all’inizio abbiamo avuto problemi con alcuni ritrovamenti archeologici. Adesso siamo andati a regime e con la Soprintendenza c’è un protocollo che permette di abbattere i tempi. A piazza Duomo, ad esempio, per fare 100 metri di tunnel ci abbiamo messo meno di 20 giorni». Grande interesse è stato espresso dai gestori dei servizi, Enel e Tim. Marco Pasini di Tim, ad esempio, ha spiegato come per le telecomunicazioni «si era già provveduto a cablare con la fibra l’anello intorno al centro storico usando l’architettura fttcab, la fibra ottica che arriva a un cabinet da cui parte un doppino di rame verso le singole utenze. Ma con il tunnel intelligente potremo progettare facilmente architetture ftth, la fibra dentro ogni singola abitazione, moltiplicando per dieci la velocità di trasmissione che passerà dai 100 mega al secondo, limite del segnale costretto attraverso il doppino di rame, e potrà arrivare anche a 1 gigabit al secondo».
Raniero Pizzi
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