Spaccano la statua della Madonna Denunciati 4 ragazzini terribili

Tre minorenni e un 18enne scoperti dai carabinieri: accusati di vilipendio a una confessione religiosa Incendiato anche il supporto in legno della sacra effigie. Il sindaco Lobene: «Fatto vergognoso»
TRASACCO. Hanno spinto la statua della Madonna a terra, decapitandola, e poi hanno appiccato un incendio al supporto in legno che sorreggeva il gesso. Ora tre minorenni e un maggiorenne, tutti di origini marocchine, dovranno rispondere dell’accusa di offesa a una confessione religiosa mediante vilipendio.
È quanto accaduto a Trasacco, all’interno del cortile della chiesa dedicata alla Madonna del perpetuo soccorso.
L’edificio sacro sorge lungo via Roma, in pieno centro abitato.
Verso le 23 è arrivata una segnalazione ai carabinieri: alcuni passanti hanno allertato le forze dell’ordine dopo aver visto una colonna di fumo uscire dal cortile del luogo sacro.
Quando i militari, guidati dal luogotenente Armando Croce, sono arrivati nel giardino della chiesa, i vandali erano ancora lì. La statua della Madonna, decapitata, era stata scaraventata a terra, mentre il cippo in legno, sul quale era poggiata, dato alle fiamme.
Alla vista dei carabinieri i quattro teppisti hanno cercato di fuggire, ma i militari li hanno bloccati e, una volta in caserma, identificati. Si tratta di quattro ragazzini di origini marocchine, figli di famiglie di immigrati, residenti a Trasacco, che lavorano come braccianti nelle aziende agricole del Fucino. Tre sono minorenni, di età compresa tra 15 e 17 anni, mentre il quarto, N.E.Y., è appena maggiorenne.
I carabinieri li hanno denunciati all’autorità giudiziaria per offesa a una confessione religiosa mediante vilipendio.
Una bravata dell’ultima ora o un gesto mirato dei quattro di fede musulmana verso un simbolo cristiano? È la domanda che si sta ponendo l’intera comunità di Trasacco rimasta choccata da quanto accaduto.
Un gesto che ha fatto infuriare i trasaccani tanto che alcuni hanno proposto di far ripagare i danni ai genitori, altri l’hanno messa sul piano religioso parlando di integrazione e rispetto delle culture e delle religioni dei Paesi ospitanti, mentre altri ancora si aspettano che la comunità islamica locale si esprima a riguardo condannando il gesto.
«Un atto vandalico, scandaloso, vergognoso e inqualificabile contro uno dei simboli cristiani», ammonisce il sindaco di Trasacco, Cesidio Lobene, «compiuto da ragazzi che per la loro età dovrebbero essere coscienziosi e maturi al punto da comprendere la gravità di quanto fatto. Ora sono stati denunciati», conclude Lobene, «e la magistratura farà il suo corso. Per quanto riguarda la statua, oramai il danno è fatto».
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