Spaccia ai domiciliari e finisce in carcere

Cocaina per la movida: aggravamento della misura cautelare a carico di Di Fabrizio su iniziativa della Procura
L’AQUILA. Gli agenti della squadra Mobile, sezione criminalità diffusa, hanno arrestato, in esecuzione dell’ordine di carcerazione, delegato dal sostituto procuratore Stefano Gallo, Nicolino Di Fabrizio, persona nota in questura, accusato di spaccio di sostanze stupefacenti.
Si tratta di un aggravamento della misura cautelare dei domiciliari, cui era stato già sottoposto, emesso dall’autorità giudiziaria. Questi i fatti. Di Fabrizio, 46 anni, fu sorpreso a vendere una sostanza psicotropa a un suo conoscente. Inoltre, dopo una perquisizione domiciliare, gli uomini coordinati dal dirigente Tommaso Niglio gli trovarono 35 grammi di cocaina e 1.400 euro in banconote di diverso taglio, possibile provento dello smercio. Di Fabrizio fu bloccato nei pressi di via Di Vincenzo, non lontano da una delle sedi dell’Università dell’Aquila. Il fermo fu eseguito dopo un prolungato servizio di pedinamento e osservazione iniziato nel centro storico della città a quell’ora popolato da parecchi giovani. Gli investigatori, confusi tra il popolo della movida, notarono diverse persone allontanarsi dal centro cittadino per dirigersi verso un’abitazione situata altrove e, nelle immediate vicinanze, controllarono un soggetto che risultava avere acquistato della droga poco prima. Una volta individuato l’appartamento, situato nei piani alti di uno stabile, i poliziotti scovarono la sostanza psicotropa in un sacchetto nascosto in una cassetta degli attrezzi. Hanno poi trovato anche due bottiglie bucate contenenti acqua e ammoniaca, poste vicino a un piatto con della cocaina già suddivisa per essere fumata mediante “pipe fai da te”. Un’assunzione di droga ancora più pericolosa di altre, poiché, secondo gli esperti, questa modalità determina una dipendenza mentale ben superiore alla semplice sniffata. Di qui la gravità di questo tipo di smercio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

