Spaccio con le mascherine: 5 in carcere

9 Aprile 2020

Sgominata una gang che contattava gli assuntori tramite whatsapp. Obbligo di dimora per una 34enne aquilana

L’AQUILA. Spacciavano cocaina e hascisc e, nelle ultime settimane, erano soliti fare le consegne agli assuntori, contattati tramite whatsapp, indossando le mascherine di protezione anti-contagio.
L’altra sera i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia dell’Aquila hanno arrestato cinque persone, tutte albanesi, mentre a una giovane donna aquilana è stata imposta la misura dell’obbligo di dimora.
GLI INDAGATI. Alle Costarelle sono finiti Ivizca Nicoloski, preso in flagrante nella piazza di Coppito e altri 4 albanesi arrestati con due diversi ordini di custodia cautelari. Si tratta di Bekim Idrirzi, di 22 anni, e Oltjon Idrizi (29), entrambi domiciliati nel quartiere Bellavista, Jurgen Nukaj (24), residente a San Marco di Preturo, Romeo Lila (21), domiciliato in via Marconi. Obbligo di dimora per l’aquilana Elisabeth Di Cesare, di 34 anni, residente a Pianola.
LA DROGA. Nel corso dell’operazione, durante le perquisizioni domiciliari, sono stati sottoposti a sequestro complessivamente 50 grammi di cocaina confezionata in dosi pronte per lo spaccio, mezzo chilo di hascisc, due bilancini di precisione, vario materiale per il confezionamento delle dosi e più di 2mila euro in contanti, in banconote di vario taglio. Lo stupefacente, venduto al dettaglio, avrebbe fruttato diverse migliaia di euro. Da segnalare che, nel corso delle indagini dell’operazione denominata “Pasqua in bianco”, è emerso che una dose di cocaina costava tra i 40 e i 50 euro.
LE INDAGINI. L’indagine ha avuto inizio nel mese di novembre 2019, periodo in cui i carabinieri hanno monitorato gli spostamenti e le attività degli indagati. Nel corso dell’indagine i militari sono riusciti a raccogliere e documentare elementi di colpevolezza a carico dei sospettati, ritenuti responsabili di numerose cessioni di cocaina in favore di aquilani. Zone preferite per lo spaccio erano Preturo, Coppito e Pianola. L’inchiesta conferma che il giro dello spaccio all’Aquila è ormai quasi tutto nelle mani di stranieri. Molti episodi di cessione sono stati confermati dagli stessi assuntori: parecchie persone di varia estrazione sociale.
L’ORDINANZA. Il gip che ha firmato l’ordinanza, Guendalina Buccella, su richiesta del pm Stefano Gallo, usa parole forti nei riguardi degli indagati e motiva la misura cautelare «a causa del lungo perdurare dell’attività delittuosa e dalla personalità spiccatamente incline a delinquere dei medesimi indagati. L’unica misura adatta è la custodia in carcere in quanto gli stessi, pur in regime di arresti domiciliari, e nonostante il braccialetto elettronico eventualmente applicato, magari con la collaborazione di soggetti conviventi, ben potrebbero continuare a custodire, confezionare e spacciare droga».Di Cesare non è stata arrestata «tenuto conto del diverso ruolo criminale e della limitata autonomia delinquenziale».
LA DIFESA. Prima di Pasqua ci dovrebbero essere dal gip le udienze di convalida per Nicolosky, e quella per gli interrogatori di garanzia degli altri indagati che sono difesi dall’avvocato di fiducia, Francesco Valentini, il quale chiederà, presumibilmente, l’attenuazione delle misure cautelari.
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