Spaccio di crack: tra gli acquirenti anche professionisti

12 Febbraio 2021

CAPISTRELLO. Erano soprattutto giovani della Valle Roveto, ma anche professionisti e imprenditori, i clienti del trio di presunti spacciatori arrestati dai carabinieri di Tagliacozzo nell’ambito di...

CAPISTRELLO. Erano soprattutto giovani della Valle Roveto, ma anche professionisti e imprenditori, i clienti del trio di presunti spacciatori arrestati dai carabinieri di Tagliacozzo nell’ambito di un’operazione avvenuta nel centro storico di Capistrello. Tra i clienti, stimati dagli investigatori in oltre 200 persone che si rivolgevano a loro per l’acquisto di crack, c’erano quindi anche persone insospettabili provenienti da tutto il territorio. Ieri mattina sono stati ascoltati dal gip del tribunale di Avezzano, Daria Lombardi, per l’interrogatorio di garanzia, Mohammed Moujjan, 33 anni, marocchino da tempo residente in paese, la moglie Valeria Verna, di 25 anni, e Valeria Persia (34), che percepiva anche il reddito di cittadinanza, beneficio che le è stato ora sospeso. I primi due si trovano lui in carcere e lei ai domiciliari, mentre l’altra ragazza è stata sottoposta alla misura dell’obbligo di dimora. Tutti i provvedimenti sono stati confermati. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato, sono state avviate nella primavera scorsa a seguito di una serie di segnalazioni arrivate ai militari della compagnia di Tagliacozzo riguardo a un presunto traffico di sostanze stupefacenti nella zona e che si estendeva a tutta la Valle Roveto. A seguito di queste segnalazioni, gli inquirenti – in considerazione dell’alto allarme sociale che si era creato anche in alcuni piccoli comuni – hanno deciso di portare avanti le indagini anche con perquisizioni a carico di diversi giovani del posto. In molti sono stati trovati in possesso di crack durante dei controlli. Si è arrivati così alla base operativa. Era l’abitazione di due degli indagati il punto di riferimento non solo dei giovani tossicodipendenti della zona, ma anche di persone più adulte. Clienti che si rifornivano dal giovane marocchino che si faceva chiamare Gennaro. Aiutato dalla moglie, lo straniero riusciva a spacciare indisturbato grazie alla posizione strategica della sua abitazione, nel centro storico di Capistrello, raggiungibile in auto percorrendo un’unica strada a doppio senso alternato da semaforo. I coniugi sono difesi dall’avvocato Pasquale Milo, mentre la 34enne dal legale Francesco Olivieri. (p.g.)
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