Spaccio ed estorsione: arrestato

13 Luglio 2017

Il gip: l’indagato si prendeva auto e cellulare da chi non poteva pagare la cocaina

L’AQUILA. La squadra Mobile ha arrestato un romeno di 40 anni, Stefanita Cojucaru con l’accusa di spaccio di cocaina ed estorsione. Un presunto complice Ioan Alexandru Urda, 21 anni, è indagato. Il provvedimento è scaturito a seguito delle indagini avviate dalla Mobile, sezione antidroga, lo scorso mese di giugno, immediatamente dopo un primo arresto del romeno perché trovato in possesso di 9 dosi di cocaina nonché l’occorrente per il confezionamento,in occasione di un’operazione finalizzata alla repressione della vendita al dettaglio di sostanza stupefacente. In tale circostanza, inoltre, l’attenzione degli investigatori è stata rivolta anche verso due autovetture, un bancomat ed un telefono intestati a terze persone di cui l’arrestato non ha saputo fornire valide giustificazioni. Le successive indagini hanno permesso di accertare che le macchine, la carta di debito e lo smartphone non erano altro che il frutto di estorsioni consumate nei confronti di acquirenti debitori per cocaina non pagata. In particolare, gli investigatori sono riusciti a ricostruire l’attività estorsiva del romeno, ora ai domiciliari, commessa unitamente al connazionale, al momento indagato per aver commesso il fatto in concorso, nei confronti di diversi assuntori di cocaina.
Secondo gli investigatori, coordinati dal capo della Mobile Tommaso Niglio, a fronte di un debito contratto di 1.800 euro, i due cittadini dell’est hanno preteso e ottenuto da un acquirente la consegna delle autovetture, minacciandolo di aggredirlo fisicamente. Così anche per la carta di debito ed il telefono smartphone. Le indagini lasciano anche supporre che il volume di affari dei due indagati era significativo, atteso che la vendita al dettaglio di sostanza fruttava circa 50 euro al grammo e in un caso sono stati registrati circa 30 episodi di vendita di droga, con cadenza settimanale, per un solo cliente.
Secondo il giudice per le indagini preliminari che ha firmato l’arresto, una misura attenuata sarebbe stata inutile. «L’arresto è l’unica misura», dice il gip, «idonea a recidere i rapporti dell’indagato con il mondo del narcotraffico sia per quanto riguarda i fornitori che per gli acquirenti; misure gradate, infatti, consentirebbero di continuare a spacciare e di ricattare i clienti». L’accusato minacciava i clienti dicendo, tra le altre cose, che, se lo avessero denunciato, comunque lui non aveva nulla da perdere.(g.g.)
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