Spaccio nei paesi, in tre sotto processo

28 Marzo 2019

A un quarto imputato sono stati inflitti due anni. Gli accordi con i consumatori avvenivano con gli sms

L’AQUILA. Un sms con una frase convenzionale, tipo «ci vediamo alla prossima» oppure «come va, zio», seguite da uno o più punti a indicare il numero di dosi di cocaina volute. Dosi da pagare in un incontro e da andare a prendere poi comodamente in un altro posto, nascoste tra la vegetazione. Questo il meccanismo di "Take away", espressione che dette il nome all'operazione contro il traffico di stupefacenti smantellato dai carabinieri nell'Aquilano, in particolare nell'Alto Aterno.
Ieri questa inchiesta, frazionata in più stralci visto che in molti hanno chiesto riti alternativi, è transitata davanti al gup che ha rinviato a giudizio tre persone. Si tratta di Piro Metusci, che finì ai domiciliari, Luca Salvemme, Enevr Fusha, che avevano posizioni più defilate, mentre a Mentor Mina, sono stati inflitti due anni con i benefici di legge. In precedenza Giuseppe Di Carlo, 42 anni, aveva ottenuto il beneficio della messa alla prova.
In questa inchiesta furono sequestrati anche 4.600 euro frutto del commercio illecito e oltre 110 grammi di cocaina. La zona dove queste persone avrebbero operato riguarda molti paesi come Pizzoli, Barete, Montereale, Cagnano Amiterno, Bazzano, Progetto Case di Paganica e Arischia. In particolare secondo i carabinieri talvolta lo spaccio avveniva in una casa o casa di Busci, frazione di Montereale «meta abituale di acquirenti» perlopiù giovani.
Gli incontri risultavano di brevissima durata, del tutto fugaci e limitati alla sola dazione del denaro quale pagamento dello stupefacente. La contrattazione, come detto, avveniva precedentemente mediante comunicazioni telefoniche criptiche, ma comunque idonee a chiarire "le dosi." Gli acquirenti inviavano a gli sms dagli svariati contenuti.
Solo dopo aver intascato il prezzo dello stupefacente, gli acquirenti ricevevano precise indicazioni dal sospettato circa il punto esatto ove prelevare le dosi. Quest'ultime quindi venivano "ritirate" autonomamente dall'acquirente di turno solo più tardi, a breve distanza dal luogo dell'incontro, nel punto esatto indicato di volta in volta dall'indagato, quando ormai questi si era allontanato dalla zona, rendendo difficoltoso l'accertamento delle sue responsabilità in ordine alla cessione appena avvenuta.
Nel corso dell’udienza di ieri gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati aquilani Mauro Ceci e Paolo Vecchioli.
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