Spaccio, risse e atti vandalici: chiesti pattugliamenti in centro

I consiglieri di minoranza Verini e Padovani sollecitano la convocazione del Comitato per la sicurezza: «La città soffocata da una illegalità diffusa e tra i negozianti c’è chi minaccia persino la chiusura»
L’AQUILA. Una microcriminalità crescente. Parchi gioco diventati piazze di spaccio di droga, risse sotto i portici, episodi di molestie che coinvolgono persino famiglie ed esercizi commerciali. Accade in pieno centro, tra i Quattro Cantoni e San Bernardino, al terminal di Collemaggio, alla Fontana Luminosa e persino al parco di viale Rendina.
Contro una «dilagante criminalità cittadina», i consiglieri comunali di minoranza, Enrico Verini e Gianni Padovani, hanno chiesto ieri l’istituzione di un pattugliamento interforze quotidiano e a piedi. Lo hanno fatto in una conferenza stampa in cui sono state esposte tutte le criticità che attanagliano il centro cittadino.
«Va subito convocato il Comitato per la sicurezza», hanno dichiarato Verini e Padovani, «per affrontare un problema che mette a rischio la serenità delle famiglie aquilane, degli stessi giovani che frequentano il centro e delle attività commerciali». Sono, infatti, arrivate segnalazioni anche dai commercianti della zona, che lamentano una persistente situazione di disagio. «Chiedono pattugliamenti a piedi da parte di tutte le forze dell’ordine, che possono coordinarsi negli interventi per garantire la sicurezza delle aree del centro storico più a rischio. Ma ciò va fatto subito», hanno aggiunto i due consiglieri comunali, «prima che la situazione diventi irrecuperabile. La città è preda di un'illegalità diffusa, con attività commerciali che minacciano la chiusura proprio a causa dei ripetuti episodi che, loro malgrado, sono stati costretti a subire da parte di bande di ragazzi che frequentano quelle zone».
Verini e Padovani hanno chiesto, oltre al pattugliamento a piedi, sul modello del “vigile di quartiere”, anche l’applicazione di altre misure come il Daspo urbano per chi si rende protagonista di episodi malavitosi e violenti. «Se non accadrà nulla e le nostre richieste resteranno inevase, alzeremo il tiro. Non siamo disposti a cedere su un argomento di tale importanza, che si ripercuote negativamente sul turismo, sul commercio e sugli stessi giovani aquilani», hanno spiegato Verini e Padovani.
«L’attuale amministrazione ha un’idea diversa di città, una città che vive solo la sera. Noi», hanno concluso i due consiglieri d’opposizione, «pensiamo che L’Aquila vada vissuta anche di giorno, con le scuole, la presenza delle famiglie, i negozi e i punti di interesse che la rendono viva. Altrimenti, rischia di trasformarsi in una landa desolata preda di bande che agiscono solo con atti di intimidazione e violenza».
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