Spaccio via sms: otto arresti

La cocaina smerciata nell’Alta Valle dell’Aterno, ma anche a Paganica e Bazzano
L’AQUILA. Un sms con una frase convenzionale, tipo «ci vediamo alla prossima» oppure «come va, zio», seguite da uno o più punti a indicare il numero di dosi di cocaina volute. Dosi da pagare in un incontro e da andare a prendere poi comodamente in un altro posto, nascoste tra la vegetazione. Questo il meccanismo di “Take away”, espressione che ha dato il nome all’operazione contro il traffico di stupefacenti smantellato dai carabinieri nell’Aquilano, in particolare nell’Alto Aterno, la zona colpita dallo sciame sismico e dalle nevicate dell’ultimo mese.
GLI ARRESTATI. Gli arrestati sono gli aquilani Armando Beccia, 48 anni, e Romina Sabatini, (23), e gli albanesi Bledar Shehaj, (37), vertice dello smercio e l’unico in carcere meglie gli altri sono ai domiciliati, Anton Krygja, (31), Ardian Ismaili, (47), Piro Metushi, (45), Idajet Saliaj, (28), Enver Fusha, (28). Sequestrati anche 4.600 euro frutto del commercio illecito e oltre 110 grammi di cocaina. La Sabatini e Krigja sono moglie e marito. Gli episodi contestati sono 61.
GLI INDAGATI. Sono solo indagati e, dunque, con imputazioni minori, il 41enne Giuseppe Di Carlo di Pizzoli e Luca Salvemme (29) anch’egli pizzolano. A loro si aggiunge un altro gruppo di albanesi: Mentor Mina (42), Alexander Iancu Deda (35), irreperibile, Emrulla Elezi (31), Alex Beqiraj (30).
LUOGHI DI SPACCIO. La zona dove queste persone avrebbero operato sono Pizzoli, Barete, Montereale, Cagnano Amiterno, Bazzano, Progetto Case di Paganica e Arischia. In particolare secondo i carabinieri la Sabatini e il marito spacciavano nella loro casa di Busci, frazione di Montereale «meta abituale di acquirenti» perlopiù giovani.
I CONTATTI. Gli incontri risultavano di brevissima durata, del tutto fugaci e limitati alla sola dazione del denaro quale pagamento dello stupefacente. La contrattazione, come detto, avveniva precedentemente mediante comunicazioni telefoniche criptiche, ma comunque idonee a chiarire "le dosi." Gli acquirenti inviavano a Shehaj gli sms dagli svariati contenuti. Solo dopo aver intascato il prezzo dello stupefacente, gli acquirenti ricevevano precise indicazioni dal sospettato circa il punto esatto ove prelevare le dosi. Quest'ultime quindi venivano "ritirate" autonomamente dall'acquirente di turno solo più tardi, a breve distanza dal luogo dell'incontro, nel punto esatto indicato di volta in volta dall'indagato, quando ormai questi si era allontanato dalla zona, rendendo difficoltoso l'accertamento delle sue responsabilità in ordine alla cessione appena avvenuta.
Nel corso dell’indagine il principale canale di approvvigionamento era il Teramano e di questo se ne occupava Shehaj il quale, con la sua Audi grigia, si recava da quelle parti con cadenza di ciclica previ contatti telefonici con il connazionale Ismalili che vive lì. Spesso il consumo di droga, per eludere le indagini avveniva in auto; per cui molti clienti sono stati bloccati e segnalati alla prefettura in quanto assuntori con ritiro della patente. Shehaj è stato più volte preso dai carabinieri e questo ha permesso ad altri di sostituirlo. Le indagini sono state svolte dai carabinieri della Compagnia dell’Aquila, al comando del capitano Francesco Nacca che, nel corso della conferenza stampa con il tenente Maximilian Papale del radiomobile e il comandante della stazione di Pizzoli Alessandro Silvi, ha spiegato gli aspetti investigativi cui hanno partecipato anche i militari di Teramo e Avezzano. Gli arresti sono stati firmati dal gip Giuseppe Romano Gargarella su richiesta del pm Roberta D’Avolio. Le difese sono rappresentate dagli avvocati Francesco Valentini, Mauro Ceci, Luca Motta, Pasquale Motta.
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