Spacone deve restituire oltre 80mila euro

L’ex ragioniere del Comune di Scanno condannato dalla Corte dei conti a risarcire l’ente
SCANNO. È stato condannato dalla Corte dei conti al pagamento, a favore del comune di Scanno, della somma complessiva di 80.280 euro, oltre agli interessi legali. Si tratta di Cesidio Spacone, ex dipendente del comune di Scanno, giudicato dalla sezione giurisdizionale presieduta dal giudice Tommaso Miele. Il ragioniere comunale era accusato di avere sottratto dalle casse dell’ente circa 75 mila euro autoassegnandosi, in aggiunta al proprio stipendio, una serie di indennità che non gli spettavano, raggranellando così altri 17.500 euro. Con l'accusa di peculato continuato i carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro a novembre avevano arrestato il 61enne, responsabile dell’area finanziaria dei comuni di Scanno, Introdacqua e Rocca Pia. L’arresto era stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sulmona, Giovanna Bilò. Le indagini erano state coordinate dal procuratore di Sulmona, Giuseppe Bellelli e condotte dai militari della stazione di Scanno, in collaborazione con la sezione di polizia giudiziaria della procura sulmonese.
Tutto era partito dalla denuncia del sindaco di Scanno a settembre in merito a un presunto ammanco nelle casse comunali. I militari avevano sentito numerosi dipendenti dei comuni di Scanno, Introdacqua e Rocca Pia, e avevano eseguito perquisizioni negli uffici e in casa dell'indagato. Secondo quanto emerso, il funzionario nel biennio 2016-2017 si è appropriato di circa 75.000 euro in contanti, sottraendoli dalle casse del comune di Scanno. Il denaro era provento di tributi vari. Inoltre, Spacone, approfittando del suo incarico, si era appropriato di 17.500 euro, sempre in danno del comune di Scanno, assegnandosi in aggiunta al proprio stipendio una serie di indennità non spettanti.
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