Spariti i gatti di Colapietra «Sono stati avvelenati»

L’AQUILA. «I gatti del Professor Raffaele Colapietra erano una parte del suo cuore e della sua vita da sempre. Qualche mente malvagia ha pensato di avvelenarli. Che peste li colga, maledetti». Il...
L’AQUILA. «I gatti del Professor Raffaele Colapietra erano una parte del suo cuore e della sua vita da sempre. Qualche mente malvagia ha pensato di avvelenarli. Che peste li colga, maledetti». Il post su Facebook di Marcello Manieri scatena immediatamente un’ondata di indignazione. «Un altro sfregio al professore», è il coro unanime dei commenti. Manieri ricorda anche un aneddoto legato al rapporto tra lo storico – scomparso a 91 anni lo scorso 27 aprile – e i gatti. «C’era un convegno all’auditorium del nostro Archivio, se non sbaglio si ricordava l’urbanista Marcello Vittorini e si aspettava il Professor Colapietra per cominciare. Ogni volta che si organizzava qualcosa con lui, gentilmente accettava ed era solito dire: io non voglio niente però mangio eh, era un buongustaio il Professore. Tornato dal pranzo con alcuni colleghi notammo una grossa macchia sul suo cappotto, chiedemmo cosa era successo, lui mise la mano nella tasca e cacciò un pugno di carne, esclamando: ho pensato ai miei gatti. Senza preoccuparsi del suo cappotto. Questo è l’amore di una vita donata ai suoi gatti dal Professore».
Tuttavia i vicini di Colapietra hanno riferito di non essersi accorti di nulla e di non aver notato niente di anomalo. Negli ultimi tempi la colonia felina del professore si era ridotta a cinque gatti, tra i quali una femmina con alcuni micetti. Un altro gatto era stato adottato. È possibile anche che alcuni si siano allontanati spontaneamente quando si sono accorti che la casa non era più abitata. Gli animali, del resto, erano liberi di circolare (e potevano entrare in casa da un piccolo varco) visto che il professore li accudiva anche sulla loggetta esterna della sua abitazione. Come hanno continuato a fare le persone che si sono prese cura dello storico aquilano fino ai suoi ultimi istanti di vita. Anche la famiglia che lo ha assistito non ha notizie dell’avvelenamento di quegli animaletti che hanno scatenato, negli anni, tante controversie condominiali.

