Spaventa i compaesani con decine di lettere false

15 Marzo 2015

Falsi decreti ingiuntivi e offese sessuali ad alcune donne del paese Denunciato un 52enne. Corrispondenza inviata a una cinquantina di famiglie

CAPISTRELLO. Per due mesi ha messo in subbuglio i suoi compaesani spedendo lettere che intimavano di recarsi in uffici pubblici del ministero dell’Interno o di Giustizia. Vi si leggeva di indagini in corso su spaccio di droga ma anche di giri di prostituzione e altro. Ha inviato falsi decreti ingiuntivi dell’Agenzia delle entrate e avvisi di convocazione da parte del Consorzio acquedottistico marsicano. Tutte comunicazioni completamente inventate. Altre lettere erano rivolte a delle donne, una addirittura minorenne. All’interno riferimenti sessuali osceni.

I carabinieri della locale stazione hanno individuato il presunto responsabile dell’invio della corrispondenza – una cinquantina di lettere in totale – e lo hanno denunciato. F.L., disoccupato 52enne del posto, dovrà rispondere di una lunga lista di reati: atti persecutori e quindi stalking, minacce, ingiurie, falso materiale commesso da privato e contraffazione di sigilli pubblici destinati alla pubblica autenticazione. In alcune lettere c’era l’invito a presentarsi al commissariato di polizia. Qualcuno c’è “cascato” e ha raggiunto gli uffici scoprendo che però quelle lettere non erano mai state spedite da lì. Da qui le prime denunce alla caserma dei carabinieri di Capistrello, dove il maresciallo Vincenzo Mella, con il supporto dei suoi uomini, ha avviato un’indagine. Le lettere alle donne le ha scritte a mano, in dialetto. Così i primi dubbi che si trattasse di un’unica persona. Scabrosi e imbarazzanti i contenuti. Alla fine i militari dell’Arma hanno individuato l’uomo che secondo loro è il responsabile e hanno informato la Procura. Da qui il provvedimento del pm Roberto Savelli, che ha permesso ai carabinieri di presentarsi di notte, nell’abitazione del sospettato, per una perquisizione. I carabinieri hanno trovato fogli di carta intestata, sigilli contraffatti, timbri falsati e molte lettere ancora non inviate. Tutto il materiale è stato sequestrato insieme al computer che secondo gli inquirenti era quello utilizzato per scrivere. Si procederà ora con una perizia calligrafica e con l’analisi del pc. L’operazione è stata coordinata dal capitano della compagnia di Tagliacozzo, Edoardo Commandè. I carabinieri invitano i cittadini che abbiano ricevuto lettere di “dubbia provenienza” a denunciare l’accaduto alla caserma.

Magda Tirabassi

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