«Spendere i fondi Ue per non perderli»

27 Ottobre 2018

L’allarme da un convegno ad Avezzano: i rischi per mancanza di progetti e poca informazione

AVEZZANO. All’Abruzzo l’Unione europea, tra fondi diretti e indiretti, per il periodo 2014-2020, ha assegnato intorno a un miliardo e mezzo. Riuscirà la Regione a spenderli per intero, ridando ossigeno alla propria economia, oppure c’è il rischio che, per mancanza di progetti e di un’informazione adeguata, una fetta consistente di essi ritorni nelle casse dell’Ue? Per scongiurare questo pericolo il “Laboratorio di cultura politica” ha organizzato all’Hotel dei Marsi, ad Avezzano, un convegno finalizzato a far conoscere le opportunità offerte dai fondi comunitari, coordinato da Giovanni Santilli. Ha aperto gli interventi Sergio Natalia, esperto di Europrogettazione, che ha correlato le politiche comunitarie alle grandi tematiche che caratterizzano lo scenario socio-politico regionale: i processi di innovazione, la fuga dei cervelli, la questione urbana, il rilancio del turismo, i ritardi delle aree interne che hanno maggiori difficoltà, rispetto alla aree costiere, a “catturare” risorse comunitarie. Natalia ha sottolineato la necessità da parte dei potenziali beneficiari dei fondi comunitari – imprese, enti, associazioni, cittadini – di acquisire capacità progettuali e di conoscere le tante sigle dietro alle quali si celano cospicui finanziamenti. Alberto Gambescia, amministratore unico di “Studiare sviluppo-Mef”, ha illustrato, a grandi linee, i princìpi della programmazione europea 2021-2027, che porterà in Italia e in Abruzzo le stesse risorse di quella precedente e che non potrà non tener conto della questione dei migranti e del disagio sociale. Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura Abruzzo, ha ricostruito, con un taglio storico-politico, la complessa politica agricola comunitaria e le opportunità offerte dal piano di sviluppo rurale (Psr) che in Abruzzo ha una dotazione di oltre 430 milioni di euro. Fabrizi, ha espresso preoccupazione verso il montante sovranismo che ritiene di riportare nell’alveo nazionale le politiche agricole. A suo parere, nonostante ritardi e burocrazia, è meglio lasciarle a Bruxelles. Claudio Mari, site manager Micron, ha sottolineando la necessità di cogliere le opportunità offerte dall’Europa. Mariangela Amiconi, sindaco di Magliano de’ Marsi e Olimpia Morgante, sindaco di Scurcola Marsicana, hanno evidenziato le difficoltà che incontrano i piccoli comuni nel “catturare” risorse comunitarie. Da qui la proposta della Amiconi di «attivare nella Marsica di un Ufficio Europa in grado di offrire informazione, assistenza e formazione agli enti». Mentre Morgante auspica «l’utilizzo di fondi comunitari per valorizzare la battaglia di Tagliacozzo, una delle più importanti del Medioevo, combattuta sul suolo italiano da francesi e tedeschi». Tra gli intervenuti il presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, e Giovanni D’Amico.
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