Sperandio: «Sarò sugli spalti sognando un gol alla Bonaldi»

3 Novembre 2021

Ricordi, aneddoti e previsioni del figlio dell’ex mediano Bruno: «Giusti gli sfottò, ma non rivanghiamo le catastrofi passate»

AVEZZANO. Derby in campo, ma derby anche sugli spalti, dove si svolgerà un confronto che potrebbe avere un peso determinante sugli esiti della partita. Cinquantasei chilometri di trasferta non sono niente per chi ama la propria squadra e non intende farle mancare il giusto incitamento. In gruppo o singolarmente non ha importanza, importante è esserci e Piero Sperandio sicuramente ci sarà domenica pomeriggio al Gran Sasso Acconcia a tifare biancoverde. Figlio di un ex mediano dell’Avezzano degli anni Sessanta (il compianto Bruno), Piero non manca di assistere a una partita dei biancoverdi da tempo immemorabile: «E ovviamente andrò all’Aquila, una gara speciale, ma ancora non ho deciso se insieme agli amici o da solo, ma il mio apporto non lo farò mancare». Ma che tipo di gara prevede il tifoso? «Penso a una gara impostata sul pressing alto, per evitare di dover subire le iniziative avversarie, anche se loro, sono convinto, attaccheranno fin dall’inizio; per cui sarà importante usare la testa. Inizialmente dovrebbe prevalere la voglia di vincere, ma nel corso della gara questo atteggiamento potrebbe mutare in funzione del risultato. Pronostici? Meglio di no».
Una rivalità che risale a tanti anni fa. «Quando non si passano i limiti del vivere civile, ben venga la rivalità sportiva», riprende Sperandio, «quando poi andiamo ad immischiarci la politica ed altre cose c’è il rischio di una deriva senza senso e assolutamente ingiustificata. Vanno bene lo sfottò e l’ironia, ma le mani bisogna tenerle sempre a posto e soprattutto non rivangare certe catastrofi che nel passato ci hanno accomunato sotto un unico amaro destino».
Domenica scorsa l’Avezzano ha riconquistato la vetta della classifica, forse troppo presto? «Non credo, perché rivestire il ruolo della lepre, a lungo andare potrebbe logorare, e allora è meglio che a inseguire siano gli altri».
Qualche ricordo dei derby passati? «Ne ho diversi, ma considerata la mia età, iniziano a partire dagli anni 70, quando ancora giocavano i vari Orlandi, Laurenzi, Cannavacciuolo (un ex rossoblù), ma il primo ricordo è legato alla squadra allenata da Carlo Facchin, quando nel campionato 1975/76 espugnammo il vecchio stadio Fattori per 2-1».
Piero Sperandio scava ulteriormente tra i ricordi e come per incanto torna alla luce un derby del 1981/82: «Si giocava nel mese di novembre e all’improvviso venne giù una nevicata che in breve imbiancò tutto lo stadio. Nel primo tempo Venanzio Gigli parò un calcio di rigore, restituendo fiducia ai suoi compagni. Nella ripresa Nazzareno Di Matteo, forse per evitare l’assideramento, diede inizio a una cavalcata da un’area all’altra lungo la fascia destra, arrivato sul fondo pennellò un cross per Tonino Bonaldi che anticipò i difensori e realizzò la rete del 2-1. Vi lascio immaginare cosa successe sugli spalti. Spero che una cosa simile si ripeta domenica».
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