Spese comunicate tardi: il ministero invia le multe

22 Settembre 2021

SULMONA. Ritardi nella comunicazione delle perdite economiche determinate dall’emergenza per il Covid. È questa la motivazione con cui il ministero dell'Interno ha deciso di tagliare i fondi alle...

SULMONA. Ritardi nella comunicazione delle perdite economiche determinate dall’emergenza per il Covid. È questa la motivazione con cui il ministero dell'Interno ha deciso di tagliare i fondi alle comunità montane risultate inadempienti. Durante la prima e la seconda fase della crisi per la pandemia gli enti hanno sostenuto spese e subìto minori introiti dovuti alle conseguenze innescate dal contrasto all’emergenza per i contagi da coronavirus.
Anche le comunità montane, enti straordinari oggi in fase di liquidazione, hanno acquistato igienizzanti, mascherine e altri prodotti necessari per fronteggiare la diffusione l’emergenza e ne hanno risentito a livello economico. Il ministero dell’Economia e Finanze di concerto con il ministero dell’Interno ha stanziato dei fondi nell'ambito delle “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid” invitando i vari enti, entro il termine perentorio del 31 maggio 2021, a inviare una certificazione delle spese legate all’emergenza. Gli enti che hanno inviato la certificazione per l’anno 2020 oltre il termine prefissato hanno di conseguenza subìto una riduzione dei fondi che oscilla tra l’80 e il 90 per cento che sarà applicata in tre annualità a partire dal 2022. Alla comunità montana dell’Alto Sangro e dell'Altopiano delle Cinquemiglia spettavano secondo quanto previsto dalle “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid” 12.543,98 euro. Il taglio pari al 90 per cento dei fondi sarà dunque di 11.289,58. La comunità montana “Montagna marsicana” è stata sanzionata invece per 25.926,79 euro, su un fondo totale di 32.408,49 euro. Il commissario Gianluca De Angelis, sindaco del Comune di Lecce nei Marsi, ha già avviato l’iter per presentare ricorso. «Ci era stato chiesto di presentare le spese che la comunità montana ha sostenuto durante l’emergenza Covid», tiene a evidenziare il primo cittadino, «il nostro ente che, voglio chiarire, non è ordinario ma straordinario essendo in liquidazione, ha acquistato alcuni dispositivi di sicurezza, mascherine, igienizzanti e altri prodotti. Per un lungo tempo, tra l’altro, siamo stati anche chiusi. Abbiamo risposto all’avviso del ministero dell’Economia e Finanze, abbiamo inviato tutta la documentazione ma non si è stata riconosciuta. Insieme agli uffici abbiamo però deciso di presentare un ricorso per chiedere quanto ci spetta».
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