Spese dell’emergenza pagate 12 anni dopo

1 Febbraio 2021

Oltre ai puntellamenti spunta una fattura per l’informatizzazione delle schede di agibilità degli edifici 

L’AQUILA. A 12 anni dal terremoto del 6 aprile 2009 ci sono ancora da pagare i “conti” dell’emergenza. Il caso più noto – di cui si parlato nei mesi scorsi – fa riferimento al fatto che il Comune dell’Aquila sta liquidando alcuni residui delle fatture relative ai puntellamenti dei centri storici. Ora, fra le righe di una sentenza del Tar, spunta pure una fattura che si riferisce a lavori dell’immediato post-sisma per il servizio di “informatizzazione delle schede di agibilità dei fabbricati colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009”.
Il ricorso della società che aveva effettuato il servizio è contro la presidenza del Consiglio dei ministri (che ha gestito l’emergenza attraverso i commissari, prima Guido Bertolaso e dal febbraio 2010 Gianni Chiodi) e contro l’Ufficio speciale per la ricostruzione che dal 2013 è il “braccio armato” del governo. La fattura è stata emessa nel 2012, ma nonostante i solleciti non è stata mai pagata. La questione potrebbe riaprire anche il capitolo sulle spese dell’emergenza sulle quali ci fu, anni fa, una polemica per questioni relative alla rendicontazione e alle cosiddette pezze di appoggio originali, questioni delle quali si sono perse le tracce. La fattura è di poco più di 17.000 euro che arriverà a circa 20.000 fra interessi e spese legali.
Il Tar ha ordinato alla presidenza del Consiglio dei ministri – dipartimento della Protezione civile – e all’Ufficio speciale per la Ricostruzione dell’Aquila di pagare. Nelle motivazioni si rifà la storia della vicenda: “La pretesa economica trae origine dall’affidamento dell’informatizzazione delle schede di agibilità dei fabbricati colpiti dal sisma. La fattura veniva trasmessa al Commissario delegato unitamente al report delle schede informatizzate, sia con consegna a mano del 23 ottobre 2012, sia con plico recapitato a mezzo raccomandata il 20 novembre 2012. La società ricorrente ha sollecitato formalmente il pagamento della fattura in data 28 marzo 2013 . A seguito del trasferimento delle funzioni dal Commissario delegato all’Ufficio speciale per la Ricostruzione, nel corso degli anni, la ricorrente aveva indirizzato formali richieste di pagamento. Il credito è provato documentalmente e sussistono gli specifici presupposti della certezza, della liquidità ed esigibilità del credito vantato”, conclude il Tar.
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