Spesi 91mila euro, così la nevicata prosciuga le casse del Comune

18 Gennaio 2017

L’assessore La Civita: «Speriamo nei rimborsi». Spalatori pagati 35 euro l’ora, 100 le ruspe grandi Minoranza consiliare divisa: Perrotta plaude al lavoro degli uffici, critiche arrivano da Di Masci

SULMONA. Sono più di 91mila gli euro spesi in appena dieci giorni per il piano neve, con picchi di 20mila euro di costi giornalieri nei giorni dell’emergenza. La nevicata che dal ponte dell’Epifania sta interessando il Centro Abruzzo rischia di sbancare le casse comunali, se il maltempo continuerà a imperversare, come i servizi meteo prevedono. Un esborso continuo e pesante di fondi pubblici, che sta prosciugando velocemente le casse comunali. La speranza è nella proclamazione dello stato di emergenza, già dichiarato nei giorni scorsi dalla Regione, che provvederà a rimborsare parte delle spese per liberare strade e monumenti dalla neve. Spiega il salasso l’assessore al Bilancio, Cristian La Civita. «Stiamo spendendo moltissimi soldi», commenta, «le persone spesso non si rendono conto del lavoro che c’è dietro. L’ultima nevicata non è stata nemmeno paragonabile a quella del 2012. Stavolta la neve si è sciolta da sola, altrimenti avremmo speso anche di più di 91mila euro in poco più di dieci giorni, con picchi di 20mila euro al giorno».

Intanto, la Protezione civile regionale ha avviato le procedure per la ricognizione delle spese effettuate dai Comuni interessati dall’emergenza meteo. «Dobbiamo ancora capire in che proporzioni ci saranno rimborsate le spese», aggiunge La Civita, «ma intanto è importante che ci sia questa prospettiva. Per tale ragione stiamo rendicontando tutto con gli uffici».

Un plauso alla gestione dell’emergenza neve arriva anche dalla minoranza al Comune di Sulmona. «Le strade sono state pulite in poco tempo», interviene il consigliere Francesco Perrotta, «e anche gli uffici hanno lavorato a getto continuo, quindi il giudizio è positivo». La preoccupazione si proietta alla conta dei danni che potrà essere fatta non appena la neve si scioglierà, per verificare lo stato delle strade dove sono passati i mezzi spartineve con le loro pale che hanno sollevato in più punti la pavimentazione, i rallentatori, portando via anche panchine in pietra (come a piazza Tresca) e altri arredi urbani.

«Oltre ai soldi per il piano neve se ne dovranno spendere forse di più per riparare i danni sulle strade causati dai mezzi», aggiunge il consigliere di minoranza ed ex sindaco Bruno Di Masci, «fra pavimentazione saltata e rattoppi sulle strade che sono diventati voragini».

Effettivamente, la conta dei danni del post maltempo ha da sempre rappresentato un problema per la città.

Il Comune paga 35 euro all’ora per spalare la neve; 40 euro per il noleggio di turbina spazzaneve a mano; 50 euro all’ora per l’affitto di autocarro, bobcat, furgone, minipala e quad; 70 euro l’ora per il noleggio di mezzi con pala, lama, pala gommata, spargisale, terna e trattore; 100 euro all’ora per mezzi con pala grande e pala gommata grande. Salgono notevolmente i compensi per l’abbattimento e il recupero di alberi caduti o pericolanti: 449 euro per fusti fino a 10 metri; 561 fino a 15; 698 fino a 21; 823 fino a 30; 940 oltre 30 (tutte le somme sono iva esclusa). Intanto, la città torna alla normalità, con le strade pulite dopo il sole di ieri mattina e due giorni di chiusura delle scuole, che hanno consentito la pulizia delle principali arterie ai 16 mezzi delle 20 ditte al lavoro.

Oggi è prevista la riapertura delle scuole di Pratola Peligna. A differenza di Prezza, dove il sindaco Marianna Scoccia ha disposto la chiusura della scuola dell’infanzia e primaria anche per oggi.

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