Spettacolo disabili al Casella «L’arte per poter comunicare»
L’AQUILA. Domani alle 16 all’Auditorium del Conservatorio Casella in via Francesco Savini, l’Ats del Progetto Id 272 Con tutti i colori del mondo, composta dalla Cooperativa Verdeaqua Nuovi Orizzonti...
L’AQUILA. Domani alle 16 all’Auditorium del Conservatorio Casella in via Francesco Savini, l’Ats del Progetto Id 272 Con tutti i colori del mondo, composta dalla Cooperativa Verdeaqua Nuovi Orizzonti (capofila), Aptdh, Cnos-Fap Regione Abruzzo e Associazione culturale Quarto di Santa Giusta-Muspac, presenterà: “Nila, Bina e il fiore di lava”. Si tratta dello spettacolo conclusivo del progetto finanziato dalla presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento Pari opportunità.
Il progetto è nato da una ricerca interna effettuata dalla Cooperativa Verdeaqua Nuovi Orizzonti, sui fabbisogni dei disabili assistiti. Dall’attività di indagine è emerso che le famiglie chiedono attività aggiuntive e formative diverse da quelle scolastiche, poiché limitate e eccessivamente circoscritte per il cammino di sviluppo-crescita che ogni utente deve compiere per raggiungere capacità di scelta, di autodeterminazione e autonomia, che sono fondamentali per vivere pienamente la propria vita.
«Con tutti i colori del mondo», dicono gli organizzatori, «di fatto ha risposto a queste esigenze perché i diversamente abili hanno pensato e realizzato tutto il percorso creativo che ha portato allo spettacolo finale. I laboratori di scrittura a cura dell’Aptdh e quelli di recitazione, musica, danza e scenografia a cura del Quarto di Santa Giusta, hanno permesso di raggiungere l’obiettivo principale dell’iniziativa: proporre attività artistiche per gli allievi, con opportunità socializzanti, al fine di valorizzare le loro abilità espressive e favorire il benessere relazionale».
«L’uso dell’arte ha rappresentato, per i partecipanti a questo progetto, un potente strumento di comunicazione fruibile e accessibile a tutti, che ha unito le persone, accentuando ed elogiando le differenze e permettendo anche a un gruppo poco omogeneo, composto da adolescenti, donne e uomini, giovani e adulti», sottolineano gli organizzatori, «ciascuno con le proprie sicurezze e capacità, paure e debolezze, di trovare un punto di incontro, divertirsi, imparare e costruire qualcosa di grande insieme».
«L’arte è sinonimo di libertà e in quanto tale, aiuta a scoprire ed esplorare le potenzialità espressive di ognuno, ottenere un incremento significativo della propria maturità, accrescendo così il senso di appartenenza e partecipazione al mondo. Grazie al progetto», concludono gli organizzatori, «è stato possibile costruire e consolidare la rete partenariale attraverso il coinvolgimento di rappresentanti del pubblico, privato e sindacale, al fine di creare un modello di dialogo e di intervento che migliori i servizi socio-assistenziali».

