Spina condanna la strategia del terrore

14 Gennaio 2015

Il vescovo: «La strada maestra è quella del dialogo e dell’integrazione, il terrorismo è il male»

SULMONA. Gli attentati terroristici di Parigi non lasciano chiaramente indifferente la comunità cattolica del Centro Abruzzo, rappresentata dal vescovo della diocesi di Sulmona-Valva, Angelo Spina. Quest’ultimo esprime ferma condanna alla strategia del terrore e profonda vicinanza alle famiglie delle vittime. «Il terrorismo è gravità», dice senza mezzi termini il vescovo, «il male va chiamato per nome quando è tale. La Chiesa più che reagire agisce ogni giorno sulla base degli insegnamenti del Vangelo. Chi segue l’esempio di Gesù Cristo è un non violento». Secondo Spina vanno ritrovati nella preghiera la necessaria serenità e il giusto equilibrio. «Preghiamo per la pace», aggiunge, «la strada maestra è quella del dialogo e dell’apertura verso gli altri. Non bisogna mai chiudersi in se stessi e aiutare l'altro». Da qui l’esempio della Diocesi di Sulmona-Valva, che con i suoi 85mila abitanti, sparsi in 49 comuni e 12 frazioni spalmate su un territorio di quasi 2mila chilometri quadrati, convive pacificamente con 5mila stranieri, fra cui non mancano i musulmani. «Nella nostra diocesi», continua il vescovo, «si contano 5mila stranieri. Molti sono cristiani ortodossi, ma non manca qualche presenza musulmana. Non ci sono, però, particolari tensioni. Anzi, la diversa espressione religiosa viene vissuta in atteggiamento di pacifica convivenza e sana integrazione».

Un esempio di profonda integrazione arriva dalla mensa diocesana della Caritas, dove sono in tanti gli stranieri che ogni giorno ricevono un pasto caldo. Sono più di trenta i pasti serviti ogni giorno per un totale di 11mila nell’ultimo anno. Il gran lavoro di solidarietà è affidato ai 55 sacerdoti del clero diocesano, divisi nelle 76 parrocchie, a cui si aggiungono 4 diaconi, 96 religiose e 22 religiosi. Si deve aggiungere anche l’esercito dei 200 volontari, che si occupano dell’assistenza ai più bisognosi, attraverso la consegna di viveri, abbigliamento e medicine. Come accade alla parrocchia di Cristo Re, dove ogni settimana vengono distribuiti 800 chili di alimenti confezionati. (f.p.)

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