Spiragli per il call center a rischio

22 Giugno 2023

Vertice su Tecnocall e i suoi 117 addetti. Primo ok in Parlamento per salvare i posti

L’AQUILA. Si muove qualcosa sul fronte del call center Tecnocall di Monticchio a rischio e sull’incertezza per il futuro dei suoi 117 lavoratori.
Ieri si è tenuto un vertice in prefettura con tutte le parti in causa per esaminare la vicenda: sul tavolo il futuro degli addetti del contact center in vista del passaggio, obbligatorio e previsto a gennaio 2024, dal mercato tutelato a quello libero dei servizi energetici. Gli operatori del sito aquilano sono infatti impegnati – per conto di Acea, committente di Tecnocall – nella gestione delle chiamate riferite al mercato tutelato e quindi rischiano la perdita del posto di lavoro. Presenti al vertice, oltre al prefetto Cinzia Torraco, anche l’assessore regionale al Lavoro Pietro Quaresimale, rappresentanti del ministero delle Imprese del Made in Italy, del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, di Arera (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente), delegati delle aziende Acea e Tecnocall e delle sigle sindacali di categoria di Cigl, Cisl e Uil.
Presente anche il sindaco Pierluigi Biondi, che ha dato una speranza: «Nel corso della riunione è giunta notizia dell’approvazione, in commissione Bilancio, dell’emendamento al Decreto lavoro proposto dai senatori Guido Liris ed Etelwardo Sigismondi con cui viene proposta l’applicazione della clausola sociale per questi lavoratori, che rappresentano solo una parte di una vicenda di valenza nazionale e che riguarda circa mille dipendenti di aziende che, con il passaggio da mercato tutelato a mercato libero, sono esposti al pericolo di ritrovarsi senza occupazione con l’inizio del nuovo anno. Con l’auspicio che l’emendamento possa essere approvato in aula, il prossimo passo sarà quello di aprire un confronto con i ministeri interessati e Arera affinché l’applicazione della clausola sociale venga prevista nelle aste per l’affidamento dei servizi, al fine di garantire il mantenimento dei livelli occupazionali presso coloro che oggi operano nei call center sul mercato tutelato». L’emendamento era stato proposto ai senatori dal capogruppo di FdI in consiglio regionale Massimo Verrecchia, dopo la conferenza dei capigruppo sul tema, in merito alla richiesta di incontro di sindacati e lavoratori sulla situazione dell’azienda. Secondo il sindaco Biondi «è molto alta l’attenzione delle istituzioni, confermata dalla sensibilità mostrata dal prefetto».