Sport e veleni, Storace e Amicone nei guai

15 Settembre 2018

Nel mirino gli articoli contro Di Donato, amministratori e imprenditori. A processo anche l’ex vicesindaco per calunnia

ROCCARASO. Avrebbe fatto pubblicare sul “Giornale d’Italia” due articoli diffamatori nei confronti del sindaco di Roccaraso e di alcuni consiglieri comunali, tirando in ballo anche i gestori degli impianti di risalita del comprensorio sciistico più importante del Centro Sud. Non solo. Oltre agli articoli sul giornale avrebbe presentato una serie di esposti, tutti dello stesso tenore, in cui denunciava presunti illeciti di cui si sarebbero macchiati il sindaco, gli amministratori comunali e alcuni imprenditori.
Ieri il giudice lo ha rinviato a giudizio per diffamazione aggravata e calunnia. Protagonista della vicenda l’ex vicesindaco di Roccaraso Alessandro Amicone. Con lui sono finiti sotto processo ma solo per quanto riguarda la diffamazione a mezzo stampa, il giornalista Federico Colosimo, autore degli articoli, e Francesco Storace, ex governatore del Lazio, all’epoca dei fatti direttore responsabile del Giornale d’Italia. Tutti in concorso tra loro e in esecuzione di uno stesso disegno criminoso, secondo la Procura della Repubblica di Sulmona, avrebbero leso l’onore e il prestigio dell’imprenditore Mauro Del Castello, amministratore della società Sifatt, di Luca Colecchi e Felice Colecchi, rappresentanti legali della Pizzalto spa, oltre che del sindaco di Roccaraso, Francesco Di Donato e dei consiglieri comunali Patrizia Olivieri e Domenico Cordisco.
I fatti fanno riferimento ai Mondiali juniores di sci alpino che si sono svolti a Roccaraso nel gennaio 2012. In alcuni articoli pubblicati sul quotidiano Il Giornale d’Italia, nel 12 e 13 novembre 2013, si lanciavano pesanti accuse sulla gestione dei 12 milioni di euro a disposizione del Comune per l’organizzazione dei campionati.
Negli articoli si parlava di «opere discutibili» realizzate per l’occasione che «adesso sarebbero occupate senza alcun titolo da due società amiche che gestiscono gli impianti di risalita. Un atteggiamento troppo accondiscendente da parte dell’amministrazione comunale in favore della Sifatt srl e della Pizzalto spa».
E ancora «milioni di soldi sperperati che sembrerebbero finiti nelle tasche di non si sa chi. Una quantità incredibile di denaro letteralmente buttata al vento già dall’inizio dei lavori. E più precisamente grazie alla costruzione di un tunnel nel novembre 2011, un’opera discutibile, il tutto a quanto pare senza una gara d’appalto di natura pubblica che puntasse a stabilire, così come previsto, quale azienda dovesse aggiudicarsi i lavori».
«Sempre in occasione dell’organizzazione dell’evento mondiale sono state collocate fibre ottiche», si legge ancora nel capo di imputazione.
«Dopo la conclusione dei Campionati del mondo juniores di sci le fibre sono state e continuano ad essere utilizzate dalle due società che gestiscono gli impianti a servizio delle loro telecamere a circuito chiuso, senza versare un euro al Comune. Se poi a tutto questo aggiungiamo che Di Donato oltre a svolgere le funzioni di sindaco è anche un maestro di sci, i dubbi non fanno altro che aumentare. L’amicizia dei gestori e il sindaco è sotto gli occhi di tutti».
Accuse quelle riportate negli articoli pubblicati sul Giornale d’Italia che si sono rivelate infondate, tanto che a finire sotto processo sono stati Amicone, Colonico e Storace. L’udienza dibattimentale è stata fissata al 12 febbraio del prossimo anno.
Il Comune di Roccaraso, rappresentato dall’avvocato Gianluca Museo del Foro dell’Aquila, si è costituito parte civile nel procedimento.
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