Sportello decentrato, è scontro
Opposizioni contro l’apertura voluta dal sindaco: «Costi eccessivi»
L’AQUILA. «Evidentemente al “nostro sindaco” Leonardo Gattuso, dopo ben dieci anni di amministrazione e all’inizio del suo terzo mandato, la carica di primo cittadino di Barete gli sta stretta e sta preparandosi al salto per diventare il podestà dell’Alta Valle dell’Aterno».
Lo dicono in una nota i consiglieri di opposizione Claudio Gregori, Raffaella Curtacci, Simona Cavalli. «Il podestà» aggiungono,«infatti, era il titolare della più alta carica civile nel governo delle città dell’Italia centro-settentrionale nel Basso Medioevo ed è ormai chiaro che il “nostro sindaco” di Barete voglia ripristinare la figura. Nell’ultimo consiglio comunale la sua maggioranza ha approvato una delibera che prevede uno schema di convenzione, da stipularsi con l’Ursc, per l’apertura dello sportello decentrato con costi a carico dei Comuni. Decisione presa unilateralmente, preannunciando una richiesta di compartecipazione alle spese e in assenza della volontà e/o gradimento dei comuni dell’Area omogenea 2, di cui fanno parte Barete, Cagnano, Campotosto, Capitignano, Montereale, Pizzoli, Scoppito e Tornimparte. Bene ha fatto, per il momento, il solo Comune di Pizzoli ad annunciare di volersi opporre a tale sistema, di non volere aderire a tale disposizione unilaterale e neanche subirla, preannunciando una richiesta all’Usrc di presa in carico diretta delle pratiche di ricostruzione del proprio comune. Infatti, la scelta della soppressione degli Utr è stata dei sindaci dopo che gli stessi hanno verificato scarsa produttività e costi elevati di questi uffici. Abbiamo riscontrato il dissenso, oltre che da Pizzoli, da parte di Campotosto, Capitignano e Montereale, ed è auspicabile e ci auguriamo che anche gli altricentri dell’Area omogenea 2 seguano l’esempio e respingano le velleità del “novello podestà” a diventare amministratore unico dell’Alta Valle dell’Aterno».
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