Sposetti: discarica a rischio chiusura

20 Settembre 2024

Cogesa, per l’amministratore unico senza investimenti non si andrà oltre il 2028

SULMONA. Cogesa in difficoltà per programmare gli investimenti necessari ad allungare la vita della discarica di Noce Mattei. A farlo notare ai sindaci soci è stato l’amministratore unico della partecipata peligna Nicola Sposetti, nella relazione sull’attuazione del piano di risanamento aziendale che il Tribunale di Sulmona aveva approvato lo scorso 27 marzo. Il quadro non è proprio roseo, se si considera che lo stesso Sposetti ha fissato il “fine vita” della discarica per il 2028, se non ci sarà modo di programmare in tempo utile gli investimenti. «Con interventi adeguati la vita utile dell’impianto arriverebbe al 31 dicembre 2033», scrive Sposetti, avvertendo i sindaci che, in entrambi i casi, servono dieci milioni di euro per programmare le attività della discarica. Il piano approvato dal Tribunale finora ha ottenuto il via libera solo in parte perché, nel frattempo, sono subentrati ostacoli nel percorso di risanamento. Degli 8 milioni di euro di crediti da recuperare, finora in cinque mesi ne sono stati incassati 2,4. Una parte consistente di questi (circa 2 milioni) è appesa a una causa con l’Asm, la partecipata aquilana, che si discuterà a fine settembre. E poi c’è il nodo delle vertenze sindacali: 53 cause di lavoro per un contenzioso complessivo di 600 mila euro. A questi bisognerebbe aggiungere i 500mila euro di salari pregressi da riconoscere, su cui tuttavia è possibile una transazione. «Appare di tutta evidenza la necessità di effettuare congiuntamente, attente e ponderate valutazioni sugli aspetti di criticità significativa, al fine di avere contezza circa l’effettiva sostenibilità del piano di risanamento aziendale», rileva Sposetti nella sua relazione. Per l’amministratore unico non tutti gli anelli sono affilati e, per forza di cose, bisognerà rimediare e aggiustare la mira. In che modo e con quali margini di manovra, che comunque resta disegnata sul piano approvato dal tribunale, bisognerà vedere. Secondo i giudici, per superare lo stato di crisi e per mantenere i 215 dipendenti serviranno almeno cinque anni. (a.d.a.)
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