«Sprecati soldi pubblici per le spese legali»

Il consigliere Eligi (5 Stelle) accusa il sindaco: intrapresi giudizi dall’esito scontato a sfavore dell’ente
AVEZZANO. Il sindaco sfoglia la margherita per capire su quale banco siederà Annalisa Cipollone, riportata in assise civica dal Tar, sull'altro versante, il consigliere di minoranza, Francesco Eligi, (M5S) apre un altro fronte, quello dei «fondi pubblici spesi dall'amministrazione per la serie di contenziosi post elezioni», e della «legittimità degli atti» adottati dall'amministrazione quando in consiglio sedeva Francesco Paciotti. «Le scelte assunte da De Angelis», attacca Eligi, «vengono smentite, ancora una volta, dall'intervento di un giudice chiamato a ripristinare la legalità. Ciò accade quando si antepongo gli interessi personali e di partito al rispetto delle leggi e della volontà dei cittadini». Per Eligi, infatti, il ricorso al Tar sul seggio conteso si poteva evitare, anche «alla luce delle note inviate dal prefetto» che, come ribadito anche nella sentenza, invitavano la presidente del consiglio, Iride Cosimati, al «ripristino della legalità. La motivazione è semplice», aggiunge, «la consigliera Cipollone non mostrava le stesse garanzie di sudditanza che, evidentemente, sono state viste nell'ex consigliere Paciotti, in un momento in cui anche un solo voto in consiglio avrebbe fatto la differenza. Insomma, niente di nuovo rispetto ai giochi di poltrone già visti e rivisti ed in perfetta aderenza con quanto fatto dalla precedente amministrazione». Ed è verso quegli atti che ora punta l'obiettivo Eligi temendo che le «decisioni assunte da questa maggioranza con l'illegittima partecipazione dell'ex consigliere Paciotti rischiano di essere a loro volta invalidate esponendo il Comune a una serie di contenziosi, dei quali risponderanno economicamente tutti i cittadini». La chiosa finale è dedicata alle braccia aperte del sindaco verso la Cipollone. «Se le dichiarazioni sono sincere e non l'ennesimo tentativo di buttare fumo negli occhi dei cittadini, De Angelis deve spiegare perché ha fatto costituire il Comune in giudizio per resistere alle pretese legittime avanzate dalla Cipollone. Oltre infatti ai possibili contenziosi a cui ha esposto il Comune, il sindaco a oggi ha sprecato decine di migliaia di euro pubblici in spese legali. Questo costo, già sostenuto da tutti noi, per la questione dell'anatra zoppa (Tar e Consiglio di Stato) e per quest'ultimo giudizio. Alla luce di un esito che è sempre stato scontato, un amministratore attento agli interessi dei cittadini non avrebbe dovuto ricorrere in Tribunale». (m.s.)
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