Spunta bomba d’aereo tra le fabbriche

A tarda sera scongiurata l’evacuazione già predisposta dal sindaco: secondo gli esperti l’ordigno non può esplodere
SULMONA. Apprensione dal pomeriggio di ieri in via del Lavoro, nella zona industriale di Sulmona, per il ritrovamento di un ordigno bellico risalente alla Seconda guerra mondiale. Si tratta di un residuato sganciato da un aereo, ha una lunghezza di circa 70 centimetri e un peso attorno ai 20 chili. Una bomba in grado, sulla carta, di fare ingenti danni. Ma l’allarme a tarda sera è rientrato.
Ad allertare le forze dell’ordine sono stati gli operai al lavoro per la realizzazione di un capannone. Resisi conto del ritrovamento, hanno immediatamente bloccato le operazioni di scavo e chiesto l’intervento dei carabinieri. Sul posto sono arrivati anche vigili del fuoco e agenti del commissariato di polizia che, dopo aver accertato che si trattasse di un ordigno bellico, hanno attivato il protocollo previsto in questi casi (allertando anche la prefettura dell’Aquila), transennando la zona del cantiere dove è stata rinvenuta la bomba d’aereo. In serata, da Roma, sono arrivati gli artificieri dell’Esercito che si sono messi subito all’opera per decidere che cosa fare, se disinnescare o far brillare l’ordigno sul posto o se, invece, caricarlo su un mezzo speciale per farlo esplodere in un’altra zona. Ma già prima dell’arrivo degli artificieri era stata chiusa al transito degli automezzi l’intera bretella stradale dove si trova il cantiere del ritrovamento.
Anche il sindaco Annamaria Casini, accompagnato dal neo assessore Salvatore Zavarella, si è presentato sul posto per controllare la situazione, predisponendo un presidio di Protezione civile per essere pronti ad affrontare qualsiasi emergenza dovesse verificarsi. Il sindaco Casini, inoltre, ha dato mandato agli uffici di predisporre tutti gli atti per l’eventuale evacuazione della zona in un raggio di 380 metri. Così, qualora fosse stata confermata la pericolosità dell’ordigno, per consentire operazioni di disinnesco in sicurezza, tutte le aziende e le abitazioni che si trovano nel perimetro previsto dall’ordinanza avrebbero dovuto essere sgomberate. Fortunatamente, però, dopo accurati controlli gli artificieri dell’esercito hanno ridimensionato il problema, poiché l’ordigno sarebbe silente, ovvero non in grado di esplodere. Ciò significa che non saranno necessari sgomberi anche se la zona sarà presidiata dalle forze dell’ordine fino a quando l’ordigno non verrà rimosso. «Fortunatamente tutto si è concluso nel migliore dei modi» ha dichiarato a tarda sera il sindaco, che aveva già messo a punto un piano per lo sgombero della zona, «senza disagi e problemi per i cittadini e le attività produttive».
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