Stabilimento dell’acqua, la svolta: accordo da 20 milioni a Canistro

23 Agosto 2018

Via libera alla realizzazione da Comuni e Regione: imbottiglierà dalla sorgente Sant’Antonio Sponga Lavori da ultimare entro 180 giorni, torna la speranza anche per gli ex lavoratori della Santa Croce

CANISTRO. È stato approvato l’accordo di programma tra la Regione Abruzzo, il Comune di Canistro e quello di Civitella Roveto per la realizzazione del nuovo stabilimento necessario allo sfruttamento delle acque minerali della sorgente Sant’Antonio Sponga, nel Comune di Canistro. Un accordo per l’investimento di circa 20 milioni, dieci per la struttura e altrettanti per i macchinari. Soddisfatti i sindaci di Canistro e Civitella Roveto, Angelo Di Paolo e Sandro De Filippis. Dopo la firma in Regione, che ci sarà lunedì, i tempi per il termine dei lavori è di circa 180 giorni. Una speranza in più per una buona parte dei 70 ex lavoratori della Santa Croce rimasti disoccupati.
Il personale era stato licenziato dalla Santa Croce dell’imprenditore molisano Camillo Colella in seguito alla revoca della concessione delle sorgenti Sant’Antonio Sponga da parte della Regione, con la quale è in atto un duro contenzioso con lo stesso Colella. Sulla vicenda, infatti, pesano anche i ricorsi già inoltrati e quelli che ci saranno da parte della Santa Croce. Per quanto riguarda lo stabilimento esistente, rimarrà di proprietà della Santa Croce, che ha più volte manifestato di non avere alcuna intenzione di affittarlo o venderlo. La Norda, gruppo “Acque minerali d’Italia spa”, aggiudicatario della concessione mineraria, ha invece presentato all’inizio dell’anno il progetto definitivo per il nuovo stabilimento che sorgerà sul territorio al confine tra Canistro e Civitella Roveto.
Il gruppo ha completato il primo passaggio presentando la Valutazione di impatto ambientale (Via). La struttura sarà di 25mila metri quadrati tra interno ed esterno. Uno stabilimento all’avanguardia anche in termini di efficientamento energetico e che garantirà lavoro per i dipendenti. Il bando era stato emanato il 15 dicembre 2016 ma l’iter è andato a rilento. Oltre ai tempi del Via, tra le incognite c’erano state anche le tempistiche e le modalità degli espropri da parte del Comune di Canistro dei terreni privati da trasformare da agricoli in industriali. Le amministrazioni comunali dovranno a questo punto stipulare la convenzione con l’appaltatore con il quale dovranno collaborare rilasciando autorizzazioni e accettando eventuali istanze di inizio attività in considerazione della natura delle opere, delle eventuali varianti progettuali e mediante il rilascio di ogni documento o certificazione che sia richiesta in conformità alle funzioni del programma e alle leggi vigenti dello Stato e della Regione. I Comuni dovranno inoltre concedere l’uso delle aree pubbliche e delle reti di proprietà per la realizzazione delle opere di urbanizzazione programmate.
Sarà necessario anche un periodico controllo sull’avanzamento dei lavori nel rispetto del cronoprogramma. La Regione invece dovrà svolgere gli adempimenti necessari per l’attuazione dell’accordo di programma.
©RIPRODUZIONE RISERVATA