Stadio Bonaldi inagibile, nuovo scontro
Celano, il Pd accusa l’assessore Di Loreto (FI): ha consentito l’utilizzo di una struttura non sicura
CELANO. Sulla presunta inagibilità dello stadio Bonaldi, è scontro tra Pd e giunta Piccone.
«L’amministrazione comunale», dichiarano i consiglieri Carlo Cantelmi, Antonello Di Stefano, Aniceto Ciaccia, Calvino Cotturone, Nazareno Tiberi, Daniele Bombacino, «con provvedimento del 23 dicembre 2013 ha dichiarato inagibile la scuola di Madonna delle Grazie, frequentata da 100 studenti, decidendone l’abbattimento in modo illegittimo senza passare per il consiglio comunale. Oggi veniamo a sapere a mezzo stampa, dall’assessore allo Sport, Adelio Di Loreto, che anche lo stadio Bonaldi, frequentato da centinaia di sportivi, è inagibile. Ma questi amministratori si rendono conto di cosa significa dichiarare inagibile una struttura pubblica? Inagibile significa che un edificio, un impianto, non è in condizione di essere adibito agli scopi per cui è stato costruito. Quindi, gli assessori competenti hanno consentito, pur essendo a conoscenza dell’inagibilità, di far frequentare a studenti e sportivi strutture non sicure». Il discorso si sposta poi sulla scuola.
«E allora se tutto ciò rispondesse al vero», osservano dal Pd, «oltre al fatto che negli ultimi anni questi amministratori si sono dimostrati degli irresponsabili, ci preme capire come pensano di risolvere il problema oggi. Dove andranno a settembre i ragazzi a scuola? E dove centinaia di sportivi eserciteranno la loro attività? In realtà queste affermazioni estemporanee cercano di mascherare il vuoto amministrativo degli ultimi anni. Cercano pretesti, argomenti, per tirare a campare quest’ultimo anno».
«La realtà», concludono, «è che questi amministratori sono oltre che degli irresponsabili, delle persone inconcludenti. Gli assessori di Forza Italia, che sfiduciano pubblicamente e in privato il sindaco, partecipano a tutte le scelte della giunta comprese quelle che aumentano l’indebitamento, le tasse e gli sprechi. In realtà, mirano solo a mantenere le loro poltrone per altri pochi mesi, disattendendo completamente il mandato elettorale dei cittadini».
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