Stadio Cimarra, obiettivo 5mila firme Il Comune: «Acceleriamo sui tempi»

4 Agosto 2023

AVEZZANO. Dalla scomparsa di Sandro Cimarra, l’indimenticato capitano dell’Avezzano calcio nel periodo a cavallo fra gli anni ’70 e ’80, è trascorso poco più di un mese, ma l’amore di chi l’ha...

AVEZZANO. Dalla scomparsa di Sandro Cimarra, l’indimenticato capitano dell’Avezzano calcio nel periodo a cavallo fra gli anni ’70 e ’80, è trascorso poco più di un mese, ma l’amore di chi l’ha conosciuto e soprattutto la stima di quelli che furono i suoi tifosi e i suoi compagni di squadra, è ben lungi dallo scomparire. E proprio questi ultimi, tramite l’associazione Piazza Cavour, la stessa che si è fatto promotrice del ripristino della statua dedicata a Vito Taccone, si sono riuniti ieri mattina nella sala conferenze del Comune di Avezzano, per dare il via ad un vero e proprio referendum, il cui scopo è quello di raccogliere 5.000 firme da presentare alle autorità competenti (Prefettura in primis), per dedicare lo stadio dei Marsi al calciatore maggiormente rappresentativo nella storia della squadra biancoverde. Su iniziativa del presidente del comitato Franco Casmirri e di Nazzareno Di Matteo, l’invito è stato raccolto da molte persone, tutte disposte e disponibili e fornire il proprio contributo per una causa sposata anche dai ragazzi della curva Nord, loro che di Cimarra hanno solo sentito parlare perché all’epoca non erano neppure nati. Alla presenza di una emozionatissima Alessandra, figlia dello scomparso calciatore, il giornalista Eliseo Palmieri ha ripercorso alcuni tratti della carriera di Sandro, citando episodi che alla memoria dei più anziani hanno riportato alla mente i fasti di un calcio che all’epoca era ancora abbastanza pulito. Presenti anche Ersilio Cerone, Sandro Pierleoni (Bancarella), Guerrino Innocenzi, Gregorio Di Piero, insieme a persone che sono fermamente convinte di sposare una giusta causa Insieme al neo assessore Antonietta Dominici e al consigliere Lucio Mercogliano, è intervenuto anche il sindaco Gianni Di Pangrazio, che per primo ha firmato la petizione. «C’è tutta l’intenzione», spiega Mercogliano, «di voler agevolare e accorciare le tempistiche burocratiche per l’intitolazione, presentando al più presto la delibera in commissione Toponomastica e, successivamente, in consiglio comunale. Infine, l’atto dovrà essere trasmesso al Prefetto». La speranza è quella di portare a termine l’iter nel giro di sei o sette mesi, per arrivare all'intitolazione nella prossima primavera. Per stessa ammissione del comitato promotore, la raccolta delle firme andrà avanti fino a raggiungere le 5.000 unità, ma in tutta la vicenda, continua ad avere un peso specifico rilevante una legge che risale al secolo scorso, esattamente la n. 1188 del 2 agosto 1927, che nel 4° comma recita testualmente “Nessun monumento può essere realizzato prima dei dieci anni dalla scomparsa del soggetto in questione».