Stadio dei Pini nel degrado ma spunta la tassa sui club

5 Maggio 2019

Cento euro al mese per utilizzare gli spogliatoi e regole per gli ingressi degli atleti Le società protestano. Presutti: «Serve ordine, sistemeremo strutture e pista»

AVEZZANO. Cambiano le regole per l’utilizzo dello stadio dei Pini. Il Comune ha stabilito il pagamento di 100 euro mensili per le associazioni sportive che usufruiscono degli spogliatoi. La novità, scattata dal primo maggio, ha scatenato più di qualche polemica all’indirizzo dell’amministrazione De Angelis «poiché avrebbe imposto l’obolo mensile per l’uso di strutture e spogliatoi fatiscenti». Per l’assessore Crescenzo Presutti, però, questo primo atto emanato dal dirigente Sergio Pepe segna uno spartiacque tra il passato e il futuro, non soltanto per lo stadio dei Pini, mirato a stabilire regole valide per tutti.
«Ci sembra assurdo che l’amministrazione chieda soldi per l’uso di una struttura ridotta ai minimi termini per l’assenza di qualsiasi intervento del Comune. Per mantenere un minimo di decoro», sottolinea Concetta Balsorio, presidente regionale della Fidal e dirigente dell’Usa sporting club, «in questi anni abbiamo investito risorse. Quando si avvia un percorso è utile un momento di confronto, ma il sindaco non sente nessuno. Prima di bussare a soldi dovrebbero pensare a migliorare l’intero impianto, ma hanno mandato indietro i fondi, 1 milione e 300mila euro, per ridare decoro allo stadio dei Pini».
La situazione generale, non soltanto degli spogliatoi, ma anche della pista di atletica e degli spazi per le altre attività sportive, infatti, è a dir poco disastrosa.
Sul degrado punta il dito pure il presidente della società “Athletics academy”, Francesco Antinelli: «È vero che per l’utilizzo degli impianti sportivi pubblici si paga in tutta Italia, però il livello è decisamente più alto. Facciamo attività con tanti giovani che si fanno onore a livello regionale e nazionale, ma per fare gli allenamenti spesso dobbiamo spostarci in altre zona con supplemento di spese. Vogliamo pagare, ma il giusto e per usare strutture decenti».
Luigi Pomponio (Donne di corsa), invece, apre la porta al pagamento, «purché sia in misura equa e legato a un’operazione di riqualificazione generale e di regole condivise e uguali per tutti».
Ed è su questo tasto che batte l’assessore Presutti: «L’atto del dirigente», precisa, «va nella direzione di mettere ordine e regole valide per tutti allo stadio dei Pini, così come in tutti gli impianti e le strutture comunali, però la decisione finale spetta alla maggioranza consiliare. Ora è stato messo il punto, per imboccare la nuova strada nel segno delle regole chiare e valide per chiunque. Chi usa una struttura pubblica, che ha un costo per l’intera comunità, come lo stadio dei Pini, dove il Comune spende oltre 50mila euro l’anno per i custodi e le altre voci, deve dare un minimo contributo. Nel frattempo sono ai nastri di partenza gli interventi di sistemazione degli spogliatoi, mentre puntiamo a ristrutturare anche la pista».
In attesa del regolamento definitivo per accedere allo stadio dei Pini, società, Enti e singoli atleti dovranno rispettare le disposizioni emesse dal dirigente Pepe, assumendosi la responsabilità per gli eventuali danni al bene pubblico.
Per l’uso della struttura, spogliatoio e docce comprese, il canone mensile provvisorio, determinato sulla base delle autorizzazioni concesse negli anni precedenti, è fissato in 100 euro; nel caso la richiesta non preveda l’uso degli spogliatoi l’importo scende a 10 euro; per i singoli atleti che dovranno essere muniti di certificato medico l’ingresso, senza l’uso dello spogliatoio, è gratuito.
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