Stadio del fondo, arriva l’esposto in Procura

30 Agosto 2023

Dodici associazioni tornano a contestare l’opera ai Piani di Pezza, il cantiere è stato già sospeso

ROCCA DI MEZZO. Dodici associazioni ecologiste hanno inviato un esposto in Procura – e successivamente le proprie osservazioni sulla Vinca (Valutazione di incidenza ambientale) al Comune di Rocca di Mezzo e ad altri destinatari istituzionali – per chiedere di fare luce sul progetto dello stadio per lo sci di fondo previsto ai piani di Pezza. L’esposto porta le firme di Fabio Borlenghi (Altura Abruzzo), Francesco Sulpizio (Cai Abruzzo), Mimì D’Aurora (Dalla parte dell’orso), Alessandro Piazzi (FederTrek), Simona Ricotti (Forum Ambientalista), Augusto De Sanctis (Forum H2O), Giovanna Margadonna (Gruppo d’intervento giuridico), Vincenzo Giusti (Italia Nostra Abruzzo), Stefano Allavena (Lipu Abruzzo), Laura Asti (Pro natura), Stefano Orlandini (Salviamo l’orso) e Massimo Pellegrini (Stazione ornitologica abruzzese). «Una più approfondita conoscenza dei contenuti del progetto e dei suoi allegati ha ulteriormente motivato il rifiuto di questi lavori: inutili, impattanti sul territorio, fonte di sprechi e alieni dal rispetto delle procedure», sottolineano i dodici firmatari, «l’esposto si è focalizzato soprattutto su quest’ultimo aspetto. A partire dal fatto che i lavori sono iniziati prima ancora della pubblicazione della Vinca, motivo per il quale sono stati sospesi in data 26 luglio, dopo una nostra richiesta di intervento in autotutela. Ma, a nostro motivato avviso, la Vinca è un atto preventivo e non può, quindi, essere pubblicata a lavori iniziati e ad ambiente protetto già alterato, come è stato fatto. Ci sono poi anche altre zone d’ombra a caratterizzare l’iter procedurale del progetto. Tra le altre cose, non vengono considerati gli impatti sull’ambiente dei Piani di Pezza, dell’illuminazione notturna fornita dai dieci lampioni previsti, di cui cinque intorno al laghetto, del disturbo sonoro che l’utilizzazione per spettacoli dell’area, anche concerti, sicuramente provocherà, degli effetti reali dell’innevamento artificiale e della prevista captazione e adduzione delle acque di superficie verso il laghetto. Manca, poi, la rilevazione delle fioriture di orchidee, indispensabile per qualificare la reale natura dell’habitat dei Piani di Pezza. L’amministrazione comunale ha dimostrato di non avere consapevolezza dell’importanza naturalistica e ambientale dei Piani di Pezza, continuando a perseguire un’idea di sviluppo inadeguata, forse un ulteriore tassello verso l’agognato collegamento fra Campo Felice e la Magnola».