Stadio di Acquasanta Coni e Figc indagano sulla mancata apertura
Gli organismi sportivi sono spazientiti per il grave ritardo La struttura è tra le prime in Italia a non avere barriere
L’AQUILA. I ritardi accumulati per l’inaugurazione dello stadio di Acquasanta, che dovrebbe essere destinato a ospitare le partite dell’Aquila calcio, hanno indotto i massimi organismi sportivi ad avviare un’indagine conoscitiva al fine di capire cosa ostacoli l’attivazione dell’impianto.
Infatti, la Lega nazionale calcio e la stessa Figc si stanno mobilitando per capirci qualcosa.
Di certo, tra i tanti intoppi, c’è quello che al momento non è stata fatta una divisione sugli spalti tra gli spazi riservati alla tifoseria locale e a quella ospite.
Inoltre, manca l’ok della questura, in tema di sicurezza, per il fatto che non esiste ancora un parcheggio da destinare alla tifoseria ospite. Ma, al momento, non esiste nemmeno un piano per la viabilità per il dopo gara, altro tema di interesse per l’ordine pubblico invocato dalla stessa questura.
Ci sono state, anche se nulla possono rilevare al riguardo, anche delle sommesse proteste per il fatto che non sarebbe eticamente corretto che uno stadio di calcio possa trovarsi a poche decine di metri dal cimitero monumentale. Ma ora è tardi per queste pur non infondate recriminazioni.
Si tratta di misure di notevole importanza soprattutto in un campionato, come quello di prima divisione, nel quale ci sono squadre che potenzialmente possono arrivare in città accompagnate da nutrite schiere di tifosi.
Lega e Figc richiederanno informazioni al Comune dell’Aquila e, ovviamente, anche al club rossoblù al fine di avere delucidazioni. Secondo quanto è trapelato per questi organismi è intollerabile che intoppi che sembrano facilmente superabili ostacolino, al momento, l’uso dell’impianto.
Questo impianto si porta dietro una storia lunga. Negli anni Ottanta si decise di realizzare un più moderno impianto per il rugby che consentisse alla formazione neroverde di abbandonare lo stadio Tommaso Fattori, dove conviveva con L’Aquila Calcio.
Poi ci fu una retromarcia. Nel 2010, dopo che lo stadio venne usato come tendopoli a causa del sisma dell’anno precedente, si decise di adibirlo a uso calcistico. Il nuovo progetto, con oltre 6mila posti a sedere molto vicini al terreno di gioco, venne redatto insieme al Coni nell’ambito dell’iniziativa “Stadi senza barriere” e doveva essere tra i primi in Italia a essere inaugurato. I lavori sono cominciati nell’ottobre 2012 e la loro fine, inizialmente prevista per l’estate del 2013 e stata prorogata.
Pochi mesi fa un folto gruppo di tifosi espresse il malcontento per questo ritardo definendolo «una beffa ormai intollerabile per tutta la cittadinanza aquilana, dopo tre anni di lavori e una cifra totale di più di 5 milioni tra somme spese e impegnate». In quello stesso comunicato, peraltro, si sollecitavano sia il Comune dell’Aquila che la società L’Aquila Calcio 1927 ad addivenire quanto prima a un accordo sulla gestione della struttura, manifestando così concretamente l’effettiva volontà di entrambe le parti di favorire il rapido trasferimento della squadra rossoblù nella sua futura casa. Si spera che l’interessamento del Coni e Figc acceleri le procedure.
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