Staff del sindaco, scontro politico Il Pd: spese folli. Biondi: populismo

L’opposizione: «Aumenti del 250% in cinque anni, nessun caso simile nelle grandi città d’Abruzzo» La replica: «I 445mila euro? Solo un’ipotesi, dal 2017 costi tagliati di un milione e precariato azzerato»
L’AQUILA. È scontro attorno alle 20 assunzioni nello staff del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. «Un fatto grave, che non trova precedenti. Soprattutto alla luce delle restrizioni e dei sacrifici a cui tutto il Paese è chiamato», tuonano i consiglieri comunali del Pd, secondo cui «l’esborso delle casse comunali per gli staffisti è aumentato del 250%. Non si spende tanto in nessuna città d’Abruzzo». «Una polemica sterile e demagogica», la definisce il primo cittadino che contesta il calcolo delle voci di spesa fornito dalla minoranza.
«STAFF ELEFANTIACO»
«Le assunzioni di 20 persone nello staff elefantiaco del sindaco Biondi non trovano parallelismi in alcuna città d’Abruzzo», evidenziano i consiglieri Pd, Stefano Albano, Eva Fascetti, Stefania Pezzopane e Stefano Palumbo, «dal confronto tra l’ultima delibera di giunta con quelle degli anni precedenti si registra, sotto l’amministrazione Biondi, un aumento della spesa relativa al cosiddetto personale di staff pari ad oltre il 250%, con un graduale e costante incremento dei costi passati dai 174.000 euro del 2017 ai 445.000 euro stanziati nell’aggiornamento del Piano economico di gestione 2022». Il Pd non ne fa una questione di nomi dei collaboratori di Biondi «scelti, sulla base di criteri chiaramente fiduciari, di cui risponde direttamente il sindaco. Ci chiediamo, però, come sia giustificabile una task force così massiccia quando per la stessa funzione di supporto nessuna delle altre città capoluogo abruzzesi, Pescara, Teramo e Chieti, supera le 4 unità».
GLI INCARICHI
«Riteniamo sia dovere del primo cittadino dare spiegazioni, chiarendo a quali fondamentali attività verranno assegnati gli staffisti», incalzano i rappresentanti Pd all’opposizione, «e sgomberando, se possibile, anche il dubbio che molti di essi siano funzionali alla imponente macchina comunicativa, supportata da ulteriore personale interno o in comando, con cui il sindaco declama quotidianamente le sue gesta e un’efficienza amministrativa ben lontana dalla cruda realtà dei fatti». Poi, il richiamo alla crisi in atto: «In un momento di grande preoccupazione, la decisione di aumentare vertiginosamente il costo del proprio staff appare inopportuna e ingiustificabile. Ci sarebbe probabilmente bisogno di più psicologi, assistenti e mediatori sociali da impegnare su problematiche di interesse comune, piuttosto che di personale addetto al culto della personalità del primo cittadino».
LA REPLICA
«La somma di 445mila euro prevista per le potenziali assunzioni di collaboratori rappresenta una mera ipotesi di spesa per eventuali assunzioni che, non è detto, verranno poi effettuate», chiarisce Biondi, «è decisamente improprio parlare di venti assunzioni nello staff del sindaco: infatti, nello stesso capitolo di spesa sono inserite le somme per il reclutamento del personale di supporto da impiegare a servizio del sindaco e della sua struttura, ma anche della presidenza del consiglio comunale e dei singoli assessori ai quali, a differenza di quanto avviene in Regione, non è assegnata una cifra per le assunzioni di staffisti. Se vogliamo, poi, paragonare i costi realmente sostenuti dall’attuale amministrazione e quella guidata dal centrosinistra è ugualmente impreciso prendere come parametro di riferimento il 2017, con la voce di spesa per gli staff che segna 174mila euro, anno in cui mi sono insediato a giugno: molto più interessante, ritengo, esaminare il 2016, nel quale furono impiegati 251mila euro per pagare il personale di staff contro 168mila che sono stati impegnati dal Comune alla data odierna per le stesse finalità. Dal 2017 la spesa è stata tagliata di circa 1 milione di euro con un progressivo azzeramento del precariato».
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