Stagionali, nel Fucino ne servono mille

24 Marzo 2023

Manca la manodopera, partita la richiesta per i braccianti: le aziende devono assicurare anche l’alloggio ai lavoratori

AVEZZANO. Servono mille braccianti nel Fucino per la nuova stagione, al via le domande per il decreto flussi. La carenza di manodopera si fa sentire anche nella Marsica. Sono oltre mille le aziende agricole che si stanno preparando per iniziare a coltivare la terra e di queste seicento hanno bisogno di braccianti. Per questo le associazioni degli agricoltori, ma anche le singole società, hanno lavorato in queste settimane per presentare le domande e ottenere, tramite il decreto flussi, lavoratori per le aziende del Fucino. Con questo provvedimento il governo fissa annualmente le quote di ingresso dei cittadini stranieri non comunitari, che possono arrivare in Italia per lavoro subordinato, autonomo o stagionale. «Solo come organizzazione abbiamo presentato una richiesta per 300 braccianti», ha spiegato il direttore di Confagricoltura L’Aquila Stefano Fabrizi, «ci sono aziende come l’Opoa Marsia di Luigi D’Apice che ha presentato in autonomia la domanda per altri 50 lavoratori. In totale nel Fucino ne servono mille e abbiamo sempre fatto la domanda per questo numero di persone». L’iter per l'arrivo dei braccianti nelle varie aziende del territorio non si conclude con la presentazione delle richieste da parte delle organizzazioni o delle aziende. Bisogna infatti assicurare il lavoro, l’alloggio e tutta una serie di rassicurazioni che permettono poi al governo di dare l’ok al trasferimento. «Seguiamo come sempre una prassi molto articolata», ha concluso Fabrizi, «e come sempre cerchiamo di assicurare la manodopera alle aziende del Fucino grazie proprio agli stagionali. Anche quest’anno abbiamo fatto come organizzazione tutta una serie di richieste per le aziende del territorio tramite i nostri uffici. Aspettiamo ora di avere le risposte da parte degli enti preposti». (e.b.)
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