Stalking, nuova mobilitazione

1 Ottobre 2017

Le donne della Cgil chiamano a raccolta le istituzioni: serve un cambio di rotta

L’AQUILA. «Riprendiamoci la libertà!». Anche L’Aquila ha raccolto lo slogan lanciato dalla segretaria generale della Cgil Susanna Camusso, con l’invito a scendere nelle piazze italiane, per le manifestazioni organizzate dalla sindacato contro la violenza sulle donne, la depenalizzazione dello stalking, la narrativa con cui stupri e omicidi diventano un processo alle vittime. La mobilitazione nazionale vuole richiamare l’attenzione anche sul «linguaggio utilizzato dai media e il giudizio su chi subisce violenza, su come si veste o si diverte, rappresenta l’ennesima aggressione alle donne. Così come il ricondurre questi drammi a questioni etniche, religiose, o a numeri statistici, toglie senso alla tragedia e al silenzio di chi l’ha vissuta». Ieri, nella sede della Cgil, si sono riunite Federica Benedetti, della segreteria della Camera del lavoro, Cristina Santella, della Fillea-Cgil, Miriam Del Biondo, della Slc-Cgil, Elvira De Sanctis, della Fiom-Cgil, Maria Grazia Taverna, segretaria Spi-Cgil, Anna Maria Ximenes e Maria Pia Lombardi, del Centro documentazione per lo Spi-Cgil.«Bisogna uscire dagli stereotipi di genere», ha affermato Federica Benedetti, «e le donne devono riappropriarsi della loro libertà. Oltre a questa giornata, verranno promosse altre iniziative, con dibattiti e incontri dedicati al tema, per coinvolgere le varie realtà del territorio. Abbiamo lanciato una raccolta firme, per sostenere questa battaglia, a cui si può aderire tramite il sito www.progressi.org”. Per “ridare un senso alle parole”, la Cgil chiama a raccolta la politica, i media, la magistratura, le forze dell’ordine, il mondo della scuola, chiedendo un cambio di rotta nei comportamenti, nel linguaggio, nella cultura e nell’assunzione di responsabilità, nei confronti del dramma vissuto da tante donne. «Gli strumenti», ha sottolineato Benedetti, «esistono. Va applicata la convenzione di Istanbul, va cancellata la depenalizzazione del reato di stalking, si deve ridare valore all’educazione, a partire dalle scuole».
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