Stangata gasolio agricolo: la rabbia degli agricoltori

11 Marzo 2022

Costo raddoppiato in poche settimane. E c’è chi è pronto a fermare i trattori Luco riunisce il Tavolo verde: «Ci mobiliteremo per ottenere risposte rapide»

AVEZZANO. Raddoppia il prezzo del gasolio agricolo e migliaia di aziende del Fucino rischiano di restare in ginocchio. Il timore, infatti, è che con la coltivazione e la vendita degli ortaggi non si riesca neanche a coprire le spese. E c’è chi pensa di non seminare. La voce degli agricoltori si leva forte.
LA PROTESTA
L’amento smisurato dei prezzi del carburante sta mettendo con le spalle al muro gli agricoltori che hanno difficoltà anche a reperire le piantine da mettere a dimora per la stagione 2022. «Quello che sta accadendo nelle ultime due settimane non è sostenibile per le aziende agricole del territorio», evidenzia Donato Di Marco, direttore Cia agricoltori italiani L’Aquila, «chi ha consapevolezza di questo problema, legato soprattutto al caro carburante causato dalla guerra in Ucraina, si sta facendo bene i conti, perché rischia di non poter sostenere neanche le spese di produzione. Le conseguenze saranno devastanti per le nostre aziende. Aspettiamo che arrivino dei provvedimenti di sostegno da parte dello Stato altrimenti sarà tutto da rivedere». Per Domenico Roselli, direttore Coldiretti L’Aquila, «è necessario sbloccare subito i contratti di filiera e rinegoziare il debito che le aziende agricole hanno in modo da dargli ossigeno. Bisognerebbe poi ridurre al livello nazionale le percentuali di Iva per sostenere da una parte la vendita dei prodotti alimentari e dall’altra agevolare chi produce. Tutto questo però va fatto in tempi rapidi e vanno previsti dei sostegni urgenti per le filiere in crisi».
AUMENTO DEI COSTI
Il gasolio agricolo lo scorso anno costava tra i 60 e gli 80 centesimi al litro. Oggi il doppio. Questo aumento avrà delle ripercussioni sull’intero settore perché in agricoltura il carburante viene usato per alimentare i trattori che lavorano i campi, ma anche per riscaldare le serre dove si trovano le piantine che andranno messe a dimora e per azionare i sistemi di irrigazione. Aumentando il gasolio, aumenteranno i costi di produzione e quindi i prezzi degli ortaggi sui mercati che rischiano di restare invenduti perché troppo cari. «La situazione è al limite della disperazione, una tempesta perfetta», chiarisce Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura, «sto consigliando di seminare il grano e mettere l’erba medica per far riposare i campi. Alcuni lo hanno fatto perché non si sa a cosa si andrà incontro. Un esempio su tutti: oggi gli agricoltori acquistano le piantine ma non sanno quanto le pagheranno perché il prezzo, vista la situazione, viene stabilito alla consegna e potrà essere di 30 centesimi come di un euro. Di alcuni prodotti si inizierà a fare a meno e per gli agricoltori, che a fatica e con prezzi di produzione altissimi li hanno coltivati, sarà veramente dura».
I PROVVEDIMENTI
Ieri il gruppo consiliare “Valore è Abruzzo” con i consiglieri regionali Simone Angelosante, Manuele Marcovecchio e Tony Di Gianvittorio, ha presentato una risoluzione votata all’unanimità da tutta la IV commissione per chiedere all’Europa sostegno agli imprenditori del settore ittico e agricolo che stanno subendo l’aumento spropositato del costo del carburante. A Luco dei Marsi, invece, si è riunito il Tavolo verde del Comune. I rischi per il settore dell’agricoltura sono molti: dalla carenza idrica, di cui si sta già occupando il prefetto dell’Aquila, pronto a far sospendere l’irrigazione per alcuni giorni a settimana già da maggio, ai lavori di manutenzione in programma, fino alla questione dei rincari. «Il comparto necessita di interventi immediati ed efficaci contro i rincari di carburante», afferma il vice sindaco di Luco dei Marsi, Giorgio Giovannone, «convocheremo, a stretto giro, le associazioni di categoria e interpelleremo le istituzioni». I rappresentanti del Tavolo verde si dicono pronti «a promuovere tutte le azioni necessarie per ottenere risposte rapide e concrete».
LA RISORSA FUCINO
Il Fucino produce il 30% del Pil agricolo dell’intera regione. Sono oltre 4mila le aziende, medio-grandi, dove si producono ortaggi di ogni genere ma anche patate Igp e zucchine e carote bio. Gli agricoltori del Fucino, infatti, negli ultimi anni stanno investendo molto sia su nuovi strumenti di lavoro grazie ai quali possono soddisfare porzioni più ampie di mercato, sia su nuove filiere produttive come il biologico affermandosi in modo forte nella piccola e grande distribuzione.
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